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Attualità Giovedì 27 Agosto 2026 ore 15:30
Difesa del suolo, in due anni stanziati 113 milioni di euro

Presentato il Documento operativo per la difesa del suolo. Giani: "La sfida non riguarda soltanto i grandi fiumi: più attenzione ai reticoli minori"
TOSCANA — Risorse dalla Regione, altre dal Pnrr e altre ancora dal Piano nazionale. In totale, tra 2026 e 2027, in Toscana per gli interventi a difesa del suolo gli investimenti ammontano a 113 milioni di euro, ripartiti appunto tra il Documento operativo per la difesa del suolo 2026, che impiega circa 28 milioni per 46 interventi, i 60 milioni provenienti dal Next Generation Eu e, infine, 25 milioni dallo Stato.
Un impegno reso inderogabile dai fenomeni climatici sempre più violenti e, soprattutto, sempre più frequenti. "La difesa del suolo è diventata una delle priorità assolute della Regione e una delle voci più importanti del nostro impegno nelle opere pubbliche - ha spiegato il presidente della Toscana Eugenio Giani - i cambiamenti climatici hanno modificato radicalmente lo scenario nel quale siamo chiamati a intervenire: eventi meteorologici sempre più intensi e concentrati ci impongono non soltanto di aumentare le risorse, ma di cambiare l’approccio alla sicurezza del territorio".
"Il Documento operativo per la difesa del suolo rappresenta un passaggio importante di questa strategia, con quasi 28 milioni di euro destinati a interventi che saranno realizzati direttamente dalla Regione attraverso il Genio Civile oppure insieme a Consorzi di bonifica, Comuni e altri enti del territorio - ha specificato - a queste risorse si affiancano gli interventi già portati avanti e le grandi opere sulle quali stiamo investendo, a partire dalle casse di espansione dell’Arno. Dopo Pizziconi, già realizzata, stiamo lavorando a Restone e a Prulli: opere strategiche che, una volta completate, consentiranno complessivamente di trattenere circa 15 milioni di metri cubi d’acqua in caso di piena".
In questo documento, gli interventi sono molteplici: dalla manutenzione straordinaria delle arginature del torrente Bagnolo a valle di via Pistoiese nel comune di Prato all'intervento di ripristino del muro di sponda del fosso della Guardiana a Lastra a Signa; e ancora, il consolidamento argine in destra del fiume Ombrone e gli interventi di completamento dello scolmatore del Borro Bestinino ad Asciano.
"Oggi la sfida non riguarda più soltanto i grandi fiumi - ha aggiunto Giani - è necessario intervenire in maniera sempre più capillare sul reticolo idraulico minore, perché gli effetti dei cambiamenti climatici fanno sì che anche torrenti e corsi d’acqua di dimensioni ridotte possano diventare rapidamente un elemento di rischio. Servono nuovi argini, casse di espansione, interventi sugli alvei e soprattutto una conoscenza sempre più approfondita del territorio, accompagnata dalle risorse e dal personale necessari. Gli eventi degli ultimi anni ci hanno confermato che prevenire significa agire prima e farlo nei luoghi giusti. È questo il salto di qualità che la Toscana sta compiendo: mettere la sicurezza del territorio e dei cittadini al centro della programmazione regionale, con una capacità di investimento che nel 2026 arriverà complessivamente a circa 200 milioni di euro".
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