Attualità Mercoledì 08 Luglio 2026 ore 16:30
Industria, scatta lo sciopero regionale

Domani i lavoratori incroceranno le braccia e ci sarà anche una manifestazione: "Servono risposte urgenti alla crisi che sta attraversando il settore"
TOSCANA — Quella di domani, giovedì 9 Luglio, sarà una giornata di sciopero regionale per i settori industriali e manifatturieri. Indetto per l'intera giornata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil della Toscana, interesserà le lavoratrici e i lavoratori delle imprese riconducibili ai comparti connessi alle attività manifatturiere (sezione Ateco C), alla fornitura di energia elettrica e gas, al servizio idrico integrato e alla gestione dei rifiuti (sezioni Ateco D e E).
Contestualmente, è stata annunciata una manifestazione a Firenze, con ritrovo in piazza Bambine e Bambini di Beslan alle 9,30. Da lì è prevista la partenza di un corteo che toccherà viale Strozzi, via Ridolfi, piazza Indipendenza, via XXVII aprile e piazza San Marco con arrivo in via Cavour davanti alla Prefettura, dove sono in programma gli interventi dei segretari generali di Cgil-Cisl-Uil Toscana Rossano Rossi, Silvia Russo e Paolo Fantappiè.
In occasione della manifestazione, spiegano i sindacati, una delegazione di sindacalisti sarà ricevuta in Confindustria Toscana, in Regione Toscana e in Prefettura per illustrare ragioni e scopi della mobilitazione.
"L’industria e la manifattura - si legge nella nota di Cgil, Cisl e Uil - hanno sempre rappresentato un settore trainante dell’economia regionale nonché un patrimonio di saperi e strutture. Da qualche anno però il settore è attraversato da una crisi i cui numeri parlano chiaro, una crisi alla quale vanno date risposte urgenti per evitare il rischio di deindustrializzazione e di perdita di lavoro buono e know-how".
Sulla questione è intervenuto anche Valerio Fabiani. Il consigliere speciale del presidente della Regione Eugenio Giani per il lavoro e per le crisi industriali, attraverso una nota, ha lanciato un appello alla politica e in particolare al Governo affinché "Raccolgano il grido di protesta delle lavoratrici e dei lavoratori toscani che per la prima volta scioperano per chiedere politiche industriali”.
“La Toscana - ha aggiunto Fabiani- sta pagando un prezzo troppo alto. In questi anni alle crisi nazionali che investono settori come siderurgia e automotive e che hanno riguardato e riguardano anche importanti siti produttivi toscani si è aggiunta la crisi della moda, che fra le altre peculiarità ha anche quella di essere un comparto che per l’80% opera entro i confini della nostra regione”.
"Non c'è più tempo da perdere - ha aggiunto- Lo dico sapendo che dietro le parole d’ordine dello sciopero di domani ci sono storie di famiglie, di aziende, di persone in carne ed ossa".
Secondo il consigliere speciale serve "Una strategia complessiva, una politica industriale in cui anche le Regioni possano essere protagoniste utilizzando la leva pubblica in difesa e a sostegno del nostro tessuto produttivo e quindi del lavoro”.
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