Economia Lunedì 13 Aprile 2026 ore 11:50
Medio Oriente, il caro carburanti tarpa le ali all'apicoltura

Gli operatori del settore paventano ricadute sul nomadismo, l'antica pratica di spostare le arnie in cerca di fioriture. Coinvolti oltre 17mila apiari
TOSCANA — Il caro carburante innescato dalla guerra in Medio Oriente, con la chiusura dello stretto di Hormuz, rischia di tarpare le ali non alle api in sé ma agli apicoltori: a lanciare l'allarme è Coldiretti Toscana, spiegando che in particolare l’aumento dei costi avrà una ricaduta pesante sul nomadismo, l’antica pratica di spostare le arnie alla ricerca delle fioriture del periodo per produrre mieli monoflora più pregiati e a maggiore valore come l’acacia, il castagno o la sulla.
"Gli effetti della guerra in Medio Oriente nella vita quotidiana si fanno sentire anche tra gli oltre 17mila apiari della regione proprio nel momento in cui si intensifica il numero di visite ed ispezioni alle famiglie in preparazione della nuova stagione di fioriture e raccolta", afferma una nota dell'associazione.
La preoccupazione è alta, anche perché il settore è strategico dal punto di vista economico e sociale, per la tutela della biodiversità e la conservazione degli ecosistemi. Vi operano 8mila apicoltori, uno su tre dedito proprio alla transumanza delle api, che gestiscono poco meno di 18mila apiari e 140mila alveari.
Del resto, con 1.900 tonnellate di miele la Toscana contribuisce al 5,9% della produzione nazionale.
"L’aumento del costo di gasolio e benzina - afferma Coldiretti Toscana - incide in maniera significativa sulle aziende apistiche che per raggiungere gli apiari, spesso ubicati nelle zone più remote ed incontaminate si muovono con auto e furgoni percorrendo centinaia di chilometri ogni settimana".
"Mezzi indispensabili allo svolgimento dell’attività su cui gli apicoltori caricano e traportano tutto l’occorrente: dalle cassette ai telaini, dai melari agli attrezzi da lavoro fino all’abbigliamento. Senza di essi, il nomadismo non sarebbe possibile. I rincari alla pompa mettono ora a rischio insieme a questa pratica impegnativa, la normale routine degli apiari, costringendo gli apicoltori a rivedere le loro strategie per contenere le spese".
La nuova crisi internazionale, sottolineano gli operatori, è esplosa proprio quando di fronte gli apicoltori hanno mesi molto intensi ed impegnativi che richiederanno controlli regolari agli apiari, quindi viaggi e spostamenti quotidiani: “L’aumento del costo del carburante e di altri materiali apistici derivanti dal petrolio, come la plastica, a cui si aggiunge la difficoltà a reperire i telaini sul mercato, rischia di penalizzare la partenza della stagione. Le famiglie di api hanno passato l’inverno senza troppi problemi, hanno scorte e sono in salute; la giusta dose di pioggia caduta in questi mesi ha alimentato le piante portandoci da ipotizzare belle fioriture".
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