Attualità Martedì 13 Ottobre 2026 ore 11:05
Obeso un toscano su 10, un nuovo modello di cura

In quanto malattia cronica, l'obesità potrà contare su un protocollo di prevenzione, assistenza e capacità terapeutica: Toscana apripista in Italia
TOSCANA — Quasi un toscano su 10 è obeso, ovvero con una patologia cronica definita come tale da una legge nazionale del 2025. E allora ecco la Toscana in prima linea, apripista a livello nazionale con il varo da parte della giunta regionale del piano diagnostico terapeutico assistenziale che traduce le linee guida scientifiche nazionali e internazionali nella pratica quotidiana.
Il P-Pdta, il piano diagnostico terapeutico assistenziale, nasce da un gruppo di lavoro costituito a Luglio 2025. Particolare attenzione è dedicata a bambini e adolescenti. Il nuovo strumento uniforma le cure, ma anche guida il paziente nella sequenza esatta di esami, visite e controlli da fare, all’interno di una rete multidisciplinare composta da professionisti diversi, dai dietisti ai diabetologi, dai medici di medicina generale ai neuropsichiatri ed altre specialità.
La Toscana è la prima regione a dotarsi di un percorso regionale strutturato per la prevenzione, presa in carico e cura dell’obesità. Il cambio di prospettiva è evidente: la malattia non viene più affrontata soltanto come un problema legato a stili di vita e peso ma come una patologia complessa.
In lotta con la bilancia: quanti e chi
Secondo i dati del programma di sorveglianza “Passi 2023-2024” un adulto su tre (il 36,3%) presenta un eccesso di peso: per il 28,3% è solo sovrappeso, per l’8% vera e propria obesità.
E’ un problema che tende ad aumentare con l’età, più frequente negli uomini e nelle persone che vivono in condizioni socioeconomiche svantaggiate. Di fronte a questi dati il nuovo percorso regionale punta ad intervenire prima e meglio, con una rete che intercetti precocemente le situazioni a rischio e ne rallenti la progressione, evitando o ritardando, se possibile, il ricorso a farmaci e chirurgia.
Saranno costituiti servizi multispecialistici nelle Case di comunità e lì i medici di famiglia potranno inviare i propri pazienti, selezionati medianti criteri clinici ben definiti.
"Una sfida per la sanità pubblica"
“Con questa delibera la Regione fa da apripista nella costruzione di un modello assistenziale dedicato a una delle principali sfide della sanità pubblica dei prossimi anni”, commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani.
“Non vogliamo solo intervenire quando la malattia è presente – spiega l’assessora regionale alla sanità, Monia Monni - ma prevenirla, riconoscerla precocemente e accompagnare la persona nel tempo con un approccio integrato e multidisciplinare. La presa in carico è il cuore del nuovo modello”.
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI












