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Attualità Mercoledì 21 Ottobre 2026 ore 19:00
Autotrasportatori in rivolta e la frutta dal sud scarseggia

L'allarme di Fiesa Confesercenti: "Pesanti rallentamenti nelle forniture dal Mezzogiorno". Uva, agrumi e pomodori tra i prodotti più a rischio
TOSCANA — Le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburanti iniziano a produrre conseguenze anche sulla distribuzione alimentare in Toscana. A lanciare l'allarme è Fiesa Confesercenti, facendosi portavoce delle segnalazioni arrivate nelle ultime ore dagli operatori del settore ortofrutticolo.
Secondo quanto spiegato in una nota dalla federazione, che rappresenta le imprese del commercio alimentare, le difficoltà riguarderebbero soprattutto l'arrivo di frutta e verdura dalle regioni del Mezzogiorno, con pesanti rallentamenti delle forniture provenienti da Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata. Tra i prodotti maggiormente interessati figurano uva, agrumi, pomodori, melanzane e peperoni, ma criticità sarebbero state registrate anche nei collegamenti con il mercato ortofrutticolo di Fondi, uno dei principali poli nazionali di distribuzione.
“Questa mattina abbiamo raccolto segnalazioni preoccupanti da parte dei grossisti toscani – dichiara Raffaele Viggiani, presidente di Fiesa Confesercenti Toscana –. Le merci provenienti da diverse regioni del Sud non stanno arrivando regolarmente. Anche il mercato di Fondi, dal quale nei giorni scorsi erano giunte alcune forniture, risulta ora interessato da difficoltà nei trasporti. Fortunatamente continuano ad arrivare i prodotti dal Nord Italia e dalle aree produttive della nostra regione, in particolare dalla Valdichiana e dalla Versilia. Questo sta consentendo di mantenere un minimo di approvvigionamento, ma non è sufficiente a compensare completamente le mancate consegne”.
Fiesa esprime preoccupazione soprattutto per i prodotti freschi e deperibili, per i quali la regolarità dei collegamenti logistici è essenziale. “Se non si raggiungerà rapidamente un accordo capace di ripristinare la circolazione delle merci, già nei prossimi giorni potremmo assistere a carenze ben più significative – prosegue Viggiani –. E anche nell'ipotesi di una soluzione immediata della vertenza, serviranno almeno due o tre giorni per riportare gli approvvigionamenti verso la normalità. Nel frattempo registriamo già alcuni lievi aumenti dei prezzi all'ingrosso, con il rischio che le difficoltà si ripercuotano progressivamente anche sulle attività commerciali e sui consumatori”.
“Comprendiamo le difficoltà degli autotrasportatori, alle prese con costi del carburante che stanno mettendo in seria difficoltà la sostenibilità economica delle loro imprese – sottolinea Viggiani –. È però indispensabile evitare che questa crisi finisca per colpire duramente anche gli altri anelli della filiera alimentare, con danni per i produttori, perdite di merce deperibile, difficoltà per i commercianti e ulteriori rincari per i cittadini. Non possiamo permetterci che il costo di questa emergenza venga scaricato sulle imprese più piccole e sui consumatori”.
Per questo, Fiesa Confesercenti Toscana si rivolge al Governo auspicando un confronto con le rappresentanze dell'autotrasporto e l'individuazione di misure efficaci per fronteggiare il caro carburanti affinché si arrivi a una soluzione condivisa. "In questa fase - conclude Viggiani, presidente di Fiesa Confesercenti Toscana - la priorità è garantire la circolazione delle merci, soprattutto di quelle deperibili, e impedire che una crisi dei trasporti si trasformi in un'emergenza per il commercio alimentare".
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