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Cronaca martedì 22 settembre 2015 ore 19:27

Tragedia Concordia, nuovo ricorso contro Schettino

Lo hanno presentato gli avvocati del pool Giustizia per la Concordia allo scopo di ottenere risarcimenti più congrui per le vittime e i loro familiari



GROSSETO — Gli avvocati di parte civile Alessandra Guarini, Annamaria Romeo, Massimiliano Gabrielli e Cesare Bulgheroni hanno presentato appello contro la sentenza del tribunale di Grosseto che ha condannato Francesco Schettino a 16 anni di detenzione per il naufragio della Costa Concordia. Nell'affondamento del transatlantico, il 13 gennaio 2012, morirono 32 persone.

Il pool punta sulla richiesta di danno punitivo di derivazione statunitense per ottenere provvisionali fino a 300 mila euro ed un risarcimento finale molto più congruo rispetto alle provvisionali tra i 30 e 50 mila euro ottenute al termine del processo di primo grado.

Gli avvocati ritengono che "la sentenza non abbia tenuto conto dei comportamenti omissivi della compagnia armatrice, la Costa Crociere, che hanno contribuito al naufragio avvenuto proprio nel corso di un inchino, e cioè di un passaggio ravvicinatissimo alla costa che Schettino intendeva fare al Giglio per omaggiare il màitre, nativo del'isola toscana. 

"La pratica dell'inchino in particolare era diffusa per interessi di carattere promozionale - spiegano i legali del pool - ed è risultata estremamente pericolosa come, appunto, il naufragio della Concordia ha dimostrato". 

"Ci battiamo affinchè l'autorità giudiziaria riconosca che Costa Crociere, proprio per avere tenuto comportamenti omissivi per ragioni economiche di risparmio, risulta corresponsabile del naufragio - concludono gli avvocati - e deve perciò essere condannata ai cosiddetti 'danni punitivi' in favore dei passeggeri della Concordia che hanno rischiato la propria vita nel corso del naufragio che ha causato la morte di ben 32 persone".

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