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Cronaca Mercoledì 20 Maggio 2026 ore 09:15

Oltre 30 aziende spolpate, 12 indagati e maxisequestro

guardia di finanza

La guardia di finanza ha scoperto vari delitti tributari perpetrati in mezza Italia da uno stesso sodalizio: "Disegno criminoso su larga scala"



TREVISO / PROVINCIA DI LUCCA — E' di 12 indagati a vario titolo per bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e sequestro beni per 4,7 milioni di euro nei confronti delle persone di cui sopra e di una società, il bilancio di un'indagine della guardia di finanza di Treviso che ha portato le Fiamme Gialle anche in Toscana, in provincia di Lucca, oltre che in quelle di Treviso, Venezia, Padova, Udine e Milano.

L'inchiesta è partita dalla liquidazione giudiziale di due società di capitali parte di un nutrito numero di imprese riconducibili alla direzione di 4 persone che gli investigatori ritengono si fossero associate proprio per commettere delitti penal-tributari, di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio.

Secondo le risultanze investigative, tramite la gestione del gruppo societario di fatto amministrato da prestanome avrebbero adottato "su larga scala un disegno criminoso volto a svuotare oltre 30 aziende in crisi" con le stesse modalità adottate per le due aziende trevigiane all'origine dell'inchiesta.

Dopo aver rilevato una società, ad esempio, gli indagati avrebbero distratto liquidità per circa 817mila euro tramite bonifici in favore di società riconducibili al medesimo gruppo, giustificati cartolarmente da contratti di finanziamento fittizi per ostacolare concretamente l’origine delittuosa. Il denaro incamerato dalle imprese beneficiarie è stato contestualmente reinvestito, per circa 551mila euro, per acquisire ulteriori partecipazioni societarie.

E così via, distrazione dopo distrazione come quella di un ramo d'azienda di un’ulteriore società gravemente indebitata nei confronti dell’Erario, valore di circa 2,8 milioni di euro, in favore di una new company. Il pagamento sarebbe avvenuto attraverso compensazioni fittizie di crediti erariali e commerciali, risultate meramente strumentali a trasferirne la proprietà e sottrarsi al pagamento delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto per 757mila euro.

Il ramo d’azienda, provento del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, veniva quindi reimpiegato nell’attività economica della new-co, consentendole di aumentare in maniera considerevole il proprio fatturato e ottenere un indebito profitto pari a 592mila euro.

I finanzieri hanno sequestrato:

- liquidità giacente su conti correnti per 551mila euro;

- il ramo d’azienda distratto del valore di 2,8 milioni di euro, costituito perlopiù da macchinari industriali;

- due immobili di proprietà della new-co segnalata per la responsabilità amministrativa degli Enti, sino alla concorrenza di 1,3 milioni di euro.


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L'operazione della guardia di finanza da Treviso ha raggiunto la Toscana
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