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Attualità lunedì 20 luglio 2020 ore 19:35

Covid, il vaccino di Oxford induce una forte risposta immunitaria

Pubblicati su Lancet i risultati delle prime fasi di sperimentazione. Il ministro Speranza: "Risultati incoraggianti, l'Italia nel gruppo di testa"



OXFORD — I primi risultati delle sperimentazioni in corso sul vaccino contro il Covid-19 a cui stanno lavorando il gruppo Astrazeneca e lo Jenner Institute dell'Università di Oxford  con la partecipazione dell'azienda italiana Irbm, sono buoni: come spiegato in una pubblicazione sulla rivista Lancet, il vaccino appare sicuro e induce una forte risposta immunitaria.

Il buon esito delle prime sperimentazioni sono state confermate dal ministro della salute Roberto Speranza: "Serve ancora tempo e prudenza ma i primi riscontri scientifici sul vaccino dell'Universita' di Oxford, il cui vettore virale e' fatto a Pomezia e che verra' infialato ad Anagni sono incoraggianti - ha commentato il ministro - L'Italia, con Germania, Francia e Olanda, e' nel gruppo di testa per questa sperimentazione. Continuiamo ad investire sulla ricerca scientifica come chiave per sconfiggere il virus".

Il candidato vaccino messo a punto a Oxford si basa su un altro virus che provoca negli scimpanzè il raffreddore, geneticamente modificato per trasferire al suo interno le informazioni genetiche della proteina spike (quella con cui il coronavirus aggredisce le cellule umane) e renderlo così più simile al SarsCov2.

Negli oltre 1000 volontari sani che stanno partecipando alla sperimentazione clinica, dopo la vaccinazione le cellule T che controllano il sistema immunitario hanno raggiunto il picco in 14 giorni mentre gli anticorpi in 28. La risposta immunitaria si è manifestata in almeno il 90% dei volontari ed è durata fino a 56 giorni dopo. Il vaccino ha provocato febbre e mal di testa a 7 volontari su 10 ma nessuna conseguenza grave.

Se le sperimentazioni successive continueranno a dare risultati positivi, il vaccino potrebbe essere pronto nei primi mesi del 2021.

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