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Attualità sabato 05 novembre 2022 ore 19:35

Boato e polvere, demolito lo storico ponte - VIDEO

Il momento esatto della demolizione
Il momento esatto della demolizione

L'infrastruttura nel cuore della Garfagnana è stata abbattuta in un intervento di demolizione controllata impiegando microcariche esplosive



VAGLI SOTTO — Il boato, una nuvola di polvere e il ponte della Tambura, infrastruttura storica nel cuore della Garfagnana, è rimasto un ricordo nelle foto passate, molte d'epoca visto che la sua costruzione risale al 1954-1955 su progetto del professor Riccardo Morandi dall’impresa Selt del Valdarno. Per la comunità quel ponte è un pezzo di cuore, ma i saggi e le valutazioni degli esperti ne hanno decretato il fine vita.

Dunque la demolizione per far posto a un nuovo ponte. L'operazione sulla strada provinciale 50 di Vagli è avvenuta oggi con un intervento di demolizione controllata che ha visto l'impiego di microcariche esplosive alla presenza del presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini che ha diffuso il video del momento dell'esplosione.

"L’abbattimento della struttura - spiega Menesini - fa parte del più complessivo intervento di ricostruzione previsto dalla Provincia che, nell’Aprile 2020, dopo approfondite verifiche tecniche, ne aveva deciso la chiusura al transito per motivi di sicurezza".

Tra fine settembre e i primi giorni di Ottobre la ditta affidataria ha aperto il cantiere da 2,8 milioni di euro di risorse ministeriali. Durante la demolizione controllata è stata prevista un’area di sicurezza con l’evacuazione temporanea di alcune abitazioni, di un albergo e la chiusura di due strade comunali e della strada provinciale 50. In un’area con un raggio di 400 metri dal ponte nessuno doveva trovarsi all’aperto, ed era stato comunque raccomandato di tenere in quelle ore le finestre aperte o comunque non serrate.

Il ponte storico

L’opera costituisce un collegamento viario tra i paesi di Vagli di Sopra e Vagli di Sotto a 563 metri sul livello del mare. Il viadotto è stato costruito tra il 1954-1955 su progetto di Riccardo Morandi per l’impresa Selt del Valdarno. Le notizie dell’opera sono pubblicate su varie fonti e su biografie del noto ingegnere ormai scomparso. La struttura era riconosciuta di notevole interesse per tipologia costruttiva in calcestruzzo precompresso. 

Costituita da tre campate con sviluppo complessivo di 90 metri e da un impalcato composto da una serie di travi con luce di 30 metri ciascuna, mentre la sezione trasversale è di tre travi a cassone rettangolari, l’opera è stata oggetto nel corso degli anni di interventi di manutenzione più o meno invasivi, fino agli ultimi lavori del 2010 quando la Provincia effettuò ulteriori interventi di messa in sicurezza e riqualificazione del ponte.

Tuttavia, come hanno dimostrato le verifiche tecniche svolte tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, il ponte non era più in grado di sopportare ulteriormente il carico dei mezzi pesanti attuali tanto che, nel corso degli anni, si erano succedute diverse ordinanze restrittive per i camion. Saggi e controlli del 2020 hanno indotto i tecnici a decretare il fine-vita del vecchio ponte.

Il nuovo ponte

La nuova infrastruttura sarà esteticamente simile all’opera realizzata negli anni ‘50 poiché dal punto di vista architettonico-paesaggistico rappresenta un elemento caratterizzante della valle ed è per questa ragione che l’aspetto architettonico e il tracciato sono stati mantenuti fedeli all’opera originale.

Il ponte sarà ricostruito ex novo in base al progetto redatto dall’ingegner Massimo Viviani, che prevede interventi radicali di ricostruzione e messa in sicurezza della struttura con caratteristiche funzionali e prestazioni superiori al precedente. Per il nuovo Tambura è stato scelto di conferire all’acciaio utilizzato per la costruzione la stessa forma e dimensione della struttura esistente. 

Inoltre col nuovo progetto trova risposta anche l’esigenza di prevedere una corsia per il passaggio ciclo-pedonale per il miglioramento della fruibilità degli utenti locali e del cicloturismo. I lavori, come da capitolato di appalto, dureranno 12 mesi.

Pubblicato da Luca Menesini su Sabato 5 novembre 2022

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