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Il piccolo grande attore Antonio

L'attore Antonio Uras, 6 anni di Capannoli, in prima serata come protagonista del film "Mio fratello rincorre i dinosauri"



CAPANNOLI — Antonio figlio di Matilde e Salvatore Uras di Capannoli, è diventato l'orgoglio della cittadina della Valdera. Quando aveva solo 4 anni è infatti entrato a far parte del cast del film "Mio fratello rincorre i dinosauri", al fianco di Alessandro Gassmann, Isabella Ragonese e Lorenzo Sisto. Firmato dal regista Stefano Cipani e ispirato all'omonimo libro best seller di Giacomo Mazzariol, il film è stato presentato all'interno delle Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il successo riscontrato nella critica e nel pubblico, ha portato nel 2020, alla consegna del Premio David di Donatello Giovani. In occasione dell'uscita nelle sale, Antonio ha partecipato come star della serata, alla proiezione del film al Cineplex a Pontedera con più di duecento persone tra cui oltre alla famiglia e gli amici, i compagni dell’asilo e la sindaca di Capannoli Arianna Cecchini. 

Come nel film, Antonio ha la sindrome di Down e un fratello, Mattia, che però è più piccolo di lui mentre la pellicola racconta "la storia di Jack che fin da piccolo ha creduto alla tenera bugia che i suoi genitori gli hanno raccontato, ovvero che Giovanni (interpretato da Antonio), suo fratello più piccolo, fosse un bambino “speciale”, dotato di incredibili superpoteri, come un eroe dei fumetti. 

Con il passare del tempo Gio, affetto dalla sindrome di Down, per suo fratello diventa un segreto da non svelare. Con questo sentimento nel cuore, trascorre il tempo delle scuole medie. Quando Jack conosce il primo amore, Arianna, la presenza di Gio, con i suoi bizzarri e imprevedibili comportamenti, diventa per lui un fardello tanto pesante da arrivare a negare ad Arianna e ai nuovi amici del liceo l'esistenza di Gio. Ma non si può pretendere di essere amati da qualcuno per come si è, se non si è in grado per primi di amare gli altri accettandone i difetti. Sarà proprio questo l’insegnamento che Jack riceverà da suo fratello grazie a quel suo originale punto di vista sul mondo e riuscirà a farsi travolgere dalla vitalità di Gio comincerà a pensare che è davvero un supereroe". 

Così come nella finzione, anche nella vita, alle volte, anche se non senza fatica, è possibile trasformare, prima di tutto accettandola, la debolezza in forza e rendere la propria o altrui diversità, una fonte di ricchezza.

Elisa Cosci
© Riproduzione riservata

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