Attualità Lunedì 16 Febbraio 2026 ore 14:45
L'acqua soffre e l'aria migliora, un anno di Arpat

L'agenzia regionale di protezione ambientale ha presentato il suo Annuario con i dati rilevati nel corso del 2024. Luci, ombre e nuove sfide
FIRENZE — Lo stato delle acque non è soddisfacente, mentre migliora la qualità dell'aria che però deve vedersela con la sfida imposta dai nuovi e più stringenti parametri stabiliti a livello europeo. Fra luci, ombre e nuovi traguardi si snoda l'Annuario Arpat con dati 2024, presentato stamani a Firenze nella Sala Esposizioni di Palazzo Strozzi Sacrati.
L'opera dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale, giunta alla sua XIV edizione, fornisce una descrizione puntuale dello stato di salute dell’aria, acqua, mare e del suolo della Toscana, dove sono percepibili segnali positivi ma dove restano criticità in diversi indicatori di qualità e che rappresenta la fotografia più completa dello stato dell’ambiente attraverso un’analisi condotta esaminando oltre novanta indicatori di qualità.
L’Annuario è stato presentato nel corso di un convegno al quale hanno preso parte il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l'assessore regionale all’Ambiente David Barontini, il direttore generale dell’Arpat Piero Rubellini e Sandra Botticelli, direttore tecnico di Arpat da Maggio a Dicembre 2025.
Al convegno ha fatto seguito una tavola rotonda sui nuovi stili di vita e sulle buone pratiche per accompagnare la transizione ecologica e rafforzare il contrasto al cambiamento climatico.
Che aria tira
Sono acqua e aria gli elementi oggetto di particolare focus: “Guardando alla qualità dell’aria – precisa Piero Rubellini - il quadro regionale si conferma complessivamente positivo rispetto ai limiti vigenti. Il biossido di azoto (NO₂), storicamente critico in alcune aree urbane, rientra pienamente nei limiti di legge, consolidando un trend di miglioramento avviato nel 2023".
"Le politiche di rinnovo del parco veicolare e le misure di contenimento delle emissioni hanno inciso in modo significativo, in particolare nella piana fiorentina. Anche le condizioni meteo climatiche, con un maggior numero di giorni piovosi e precipitazioni più distribuite, hanno favorito la dispersione degli inquinanti garantendo l’affermarsi di una tendenza positiva”, ha aggiunto.
“La vera sfida, però, è rappresentata dal nuovo quadro europeo delineato dalla Direttiva 2881/2024, che riduce sensibilmente i limiti oggi in vigore. Con i nuovi valori, il 60% delle stazioni supererebbe il limite annuale di PM10 fissato a 20 µg/m³; per il PM2,5, con il nuovo limite di 10 µg/m³, 12 stazioni su 16 risulterebbero oltre soglia; per l’NO₂, il valore medio annuo di 20 µg/m³ sarebbe superato nel 70% delle stazioni di traffico”.
L'acqua peggiora
"Per quanto attiene la risorsa idrica - prosegue Rubellini - nel 2024, si conferma una buona qualità delle acque sotterranee, salvo nei contesti interessati da pressioni industriali o da sovrasfruttamento agricolo. Più complessa la situazione delle acque superficiali: nel triennio 2022-2024 solo il 30% dei corpi idrici monitorati raggiunge uno stato ecologico buono o elevato, con un calo di 12 punti percentuali rispetto al triennio precedente; anche lo stato chimico registra una flessione di 4 punti".
"Gli eventi meteorologici estremi della fine del 2023 e del 2024 hanno inciso profondamente sugli ecosistemi fluviali e lacustri, evidenziando quanto il cambiamento climatico stia modificando gli equilibri ecologici”.
Anche le acque marino-costiere - conclude Rubellini - mostrano di risentire degli effetti delle dinamiche climatiche: lo stato ecologico buono o elevato riguarda il 75% della costa, in calo rispetto all’88% del triennio precedente. Segnali incoraggianti arrivano, invece, dalle acque di balneazione: su 277 aree controllate, solo 30 non risultano conformi, con un miglioramento rispetto al 2023. Le azioni dei Comuni e dei gestori del servizio idrico, in particolare sugli scarichi domestici, stanno producendo risultati concreti”.
"Al lavoro per la sicurezza di tutti"
“Tutto il personale dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale - sono state parole del presidente Giani - lavora ogni giorno per la sicurezza di tutti i cittadini, con le sue continue attività di monitoraggio, intervento e per offrire i necessari elementi di conoscenza a chi ha poi il compito di scegliere le politiche adatte alla salvaguardia dell’ambiente toscano. Cambiamenti climatici e modelli di sviluppo tecnologico in continua evoluzione rendono oggi indispensabile sapere per decidere”.
“L’Annuario – prosegue Giani - è la migliore e più professionale testimonianza dell’impegno di analisi e la divulgazione di dati e conoscenze e di come saperli restituire e condividere in modo semplice e comprensibile: un patrimonio conoscitivo sulla quale vengono decise priorità, sviluppate strategie, progettati interventi che hanno l’obiettivo di rendere migliore non solo l’ambiente, ma la qualità complessiva del vivere in Toscana in ogni suo aspetto. È importante avere un quadro di riferimento dettagliato per attivare le politiche più adatte esattamente dove servono. Questo trova un puntuale riferimento nell'Annuario dell'Arpat con dati che interessano tutta la società toscana e offre preziosi spunti di riflessione e di attenzione”.
“La presentazione dell’Annuario Arpat – spiega David Barontini - rappresenta un momento molto importante per conoscere lo stato dell’ambiente in Toscana, ma anche per interpretare le sue evoluzioni, valutare la capacità di risposta e di resilienza e capire se le politiche messe in campo stanno producendo i risultati attesi o se, al contrario, emergono criticità che richiedono correzioni o nuove scelte. Si tratta di uno strumento molto utile per misurare lo stato di salute della nostra regione in sei diversi ambiti ambientali (aria, acqua, mare, suolo, agenti fisici e sistemi produttivi), i quali includono anche sfide rilevanti come la gestione del ciclo dei rifiuti, oggi sempre più centrale per la sostenibilità ambientale, l’economia circolare e l’equilibrio dei territori”.
“Il tutto - precisa Barontini - assume un valore ancora maggiore in una fase storica segnata dai cambiamenti climatici, che stanno producendo effetti sempre più impattanti sul territorio e sulla vita quotidiana dei cittadini e delle imprese. Come Regione non possiamo che esprimere soddisfazione per poter disporre di uno strumento di questo livello, frutto delle competenze e delle professionalità che operano quotidianamente in Arpat a tutela del patrimonio ambientale toscano. Ritengo auspicabile anche il futuro coinvolgimento del mondo universitario in questo lavoro di analisi, che porterebbe un importante contributo nella prospettiva degli obiettivi da raggiungere nel 2030, quando verranno dimezzati i limiti indicati dalla direttiva europea che sta cercando di adeguarsi a quelli della linee guida espressi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.”
“Dall’Annuario – continua Barontini - emergono diversi dati in miglioramento, che valutiamo positivamente. Allo stesso tempo, però, non dobbiamo abbassare il livello di attenzione. Persistono infatti alcune criticità, come sul fronte della qualità dell’aria, con il superamento dei limiti di ozono in alcune aree o con i livelli di PM10, in particolare nella piana di Lucca, dove le caratteristiche territoriali e le condizioni meteorologiche favoriscono l’accumulo degli inquinanti. La guardia deve restare alta anche sul tema dei Pfas e della loro presenza nelle acque potabili, nei reflui, negli scarichi industriali, nelle discariche e nei corsi d’acqua, un tema che a breve sarà oggetto di attenzione anche del Consiglio regionale”.
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