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lunedì 03 ottobre 2022

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​Lenta ripresa

di - venerdì 15 luglio 2022 ore 08:00

È luglio. Anzi ormai metà luglio. Fa caldo come non succedeva da un po’. C’è la siccità. E siamo stanchi.

Siamo stanchi della pandemia e delle sue conseguenze per la salute in primis e poi sul piano economico, sociale e anche psicologico.

Siamo stanchi di una guerra ambivalente, abbastanza lontana ma anche estremamente vicina. Una guerra che sembra essere diventata uno dei tanti pensieri della nostra quotidianità.

Siamo in grado, come esseri umani, di normalizzare quasi ogni esperienza, anche quelle gravi come una guerra o un virus potente come il Covid-19. Ma questo processo aumenta in maniera esponenziale la nostra stanchezza mentale, quando e se riusciamo a metterlo in atto.

Come diceva il Prof. Menoni all’Università, la vita ha una sola direzione ed è avanti, motivo per cui dobbiamo continuare a fare le nostre esperienze il più normalmente possibile.

Ecco perché sono stata davvero contenta di essere andata a passeggiare nella mia città per l’apertura serale dei negozi e di aver visto Pontedera zampillare di persone di ogni età. Anziani e bambini si mescolavano creando giochi di colori e suoni che mi mancavano!

Non voglio dire che dobbiamo sottovalutare ciò che ci sta accadendo intorno ne’ abbassare la guardia rispetto alla pandemia o alle conseguenze del conflitto, ma dico solo che abbiamo necessità di respirare e riprenderci spazi di decompressione, pena la fatica immane di affrontare la nostra routine quotidiana. Se non riusciamo a ricavarci degli angoli di pace e spensieratezza, non possiamo pretendere di essere psicologicamente in equilibrio. La nostra mente necessita di ossigeno, di momenti tranquilli.

È chiaro che le nostre vite sono sempre più complesse. Le persone che vedo in studio ogni giorno mi riportano un significativo peggioramento della qualità delle loro giornate. Ritmi sempre più frenetici, lavoro sempre più caotico ed un senso di minor sicurezza ed affidabilità. In una società sempre più connessa e tecnologica, il fantasma della precarietà sembra regnare sovrano. Ecco perché ripartire è difficile, talvolta quasi impossibile, ma è, al contempo, strettamente necessario.

Dobbiamo impegnarci e riprendere in mano il nostro tempo libero, imporci dei momenti di pausa e di decompressione, altrimenti diventeremo un circuito chiuso che difficilmente ci permetterà di stare bene.

Quindi provate ad uscire la sera, vedete amici, organizzate cene. Chiaro che sia necessario cercare di farlo in sicurezza, ma oltre che a non contrarre il virus, dovremmo pensare anche a non perdere noi stessi!


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