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Attualità venerdì 07 maggio 2021 ore 13:56

Libri di Mons. Tafi al macero, esposto in Procura

Il sindaco Agnelli non sente ragioni e vuol far chiarezza sulla vicenda. Tutta la collezione del noto prelato, timbrata e schedata, è in Biblioteca



CASTIGLION FIORENTINO — Lo potremmo definire il giallo di Castiglion Fiorentino. Il gruppo Consiliare "Città al Centro", una settimana fa, ha presentato un'interrogazione al sindaco circa il presunto ritrovamento di alcuni volumi timbrati come "Collezione Tafi" rinvenuti all'isola ecologica. 

L'Amministrazione comunale non ha perso tempo e si è subito attivata per far luce su questa vicenda.  Questa mattina, proprio nella prestigiosa Biblioteca del paese del Cassero, è stata convocata una conferenza stampa. Presenti il sindaco Mario Agnelli, l'assessore alla Cultura Massimiliano Lachi, la direttrice del Museo Stella Menci e un nutrito numero di appassionati di cultura e tra questi anche il nipote di Monsignor Angelo  Tafi.

Mario Agnelli ha tenuto a precisare che il primo passo fatto dall'Amministrazione cittadina è stato quello di presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Sì, perché al di là del risvolto politico, la vicenda deve essere chiarita. Il sindaco, inoltre, conferma che tutta la collezione, custodita in due sale della Biblioteca e consultabile solo in loco tramite appuntamento, risulta essere al suo posto. Quindi, probabilmente, il ritrovamento di questi volumi può essere riferito a libri non schedati. 

E' l'assessore Lachi, supportato anche dalla direttrice del polo museale e culturale Stella Menci, a fare chiarezza sulle procedure inerenti la gestione dei libri. In merito alla "Collezione Tafi", i volumi sono stati donati nel 1999, per poi essere stati timbrati e nel 2000 schedati. Una parte di questo patrimonio culturale, rigorosamente esposta come da indicazioni del famoso prelato, è custodita al primo piano della biblioteca mentre i libri più rari, i manoscritti ed i miscellanei sono conservati, insieme ad altre prestigiose collezioni, in ambiente protetto e allarmato

La direttrice conferma che, allo stato attuale, non risultano mancanze tra i volumi schedati. E' probabile, quindi, che in caso venga confermata la provenienza, questi libri non fossero stati correttamente archiviati nel corso delle operazioni fatte nel 2000. Ma siamo nel campo delle ipotesi che dovranno essere chiarite dagli inquirenti.

La Biblioteca, poi, così come previsto da apposita delibera, ogni anno provvede al riesame del patrimonio librario. In questa fase vengono decisi degli "scarti". Si tratta di volumi doppi o superati da altri scritti. Questa selezione viene fatta dapprima dal personale incaricato della Biblioteca e poi dalla Soprintendenza che, ricevuto l'elenco, si esprime e dà il via libera. Terminate queste procedure il Comune decide di togliere dal catalogo i libri e li destina ad altre Istituzioni, oppure li mette in vendita ad 1 euro simbolico come nell'iniziativa "Uno, nessuno Centomila". Solo quelli più danneggiati e irrecuperabili vengono destinati al macero.

Ma se questa è la procedura, tanto il sindaco quanto l'assessore garantiscono che mai è stato "scartato" un libro di una collezione privata e tantomeno di quella donata da Monsignor Angelo Tafi. Quindi, adesso la Procura dovrà far chiarezza su come e chi abbia portato questi presunti libri all'isola ecologica. 

Intanto la vicenda sta assumendo anche risvolti politici. Il gruppo Consiliare "Città al Centro" ha presentato un'interrogazione che verrà discussa nel prossimo Consiglio. Ma non solo. Ad una Tv locale alcuni esponenti di questo gruppo avrebbero dichiarato che i libri con il timbro "Collezione Tafi" rinvenuti all'isola ecologica sarebbero in loro possesso. Mario Agnelli non concorda con questo modo di far politica, che definisce "scandalistica", invita il gruppo alla collaborazione e soprattutto, se realmente in possesso di questi preziosi volumi, a riportarli in Biblioteca.

Mario Agnelli fa chiarezza sulla vicenda dei libri del Fondo Tafi
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