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Attualità martedì 03 gennaio 2017 ore 16:48

Meningite, è corsa alla vaccinazione

Dopo i nuovi casi di meningite da meningococco C in Toscana i cittadini corrono ai ripari con il vaccino, arma efficace per contrastare l’infezione



VALDICHIANA — La Regione Toscana ha prorogato fino al 30 giugno 2017 la campagna vaccinale straordinaria contro il meningococco C, condotta dalle Aziende sanitarie in collaborazione con i medici e i pediatri di famiglia.

Chi desidera fare il vaccino contro il meningococco C può rivolgersi al proprio medico o pediatra di famiglia. Solo se il medico non ha aderito alla campagna regionale, la vaccinazione può essere effettuata anche agli ambulatori della Asl, prenotando l'appuntamento agli sportelli Cup.

I vaccini offerti nella campagna regionale straordinaria sono il tetravalente (per i ceppi A, C, W, Y), gratuito nella fascia di età 11-20 anni e il monovalente C, gratuito nella fascia 21-45 e su pagamento di un ticket di 24.07 euro, per gli over 45 (il ticket deve essere pagato prima di fare il vaccino). Entrambi i tipi vengono inoculati in un'unica dose e non è previsto il richiamo. Il ticket per il monovalente deve essere pagato agli sportelli Cup in fase di prenotazione, ovvero presso i riscuotitori automatici senza richiesta del medico.

L'accesso alla vaccinazione gratuita, è stata concessa anche agli studenti residenti fuori dalla nostra provincia, purché in possesso di libretto d'iscrizione all'Università ed è garantita anche a chi è presente stabilmente sul territorio della Toscana (esempio per motivi di lavoro) presentando documentazione che ne attesti la presenza continuativa.

La meningite è una grave infiammazione delle membrane che avvolgono il sistema nervoso centrale (le meningi), causata da batteri, da virus, da funghi e da altri agenti patogeni. La forma batterica, provocata da vari sierogruppi di Neisseria Meningitidis, è quella più grave rispetto alle forme virali. Si manifesta all'improvviso, con sintomi come irrigidimento della parte posteriore del collo, febbre alta, mal di testa, vomito o nausea, alterazione del livello di coscienza, convulsioni, rash cutaneo di tipo emorragico. La terapia consiste nella somministrazione massiccia di antibiotici specifici in ospedale, già al sospetto di malattia.

In caso di infezione batterica, occorre somministrare la profilassi antibiotica ai contatti stretti, intendendo con questa definizione coloro che nei 10 giorni precedenti alla manifestazione dei sintomi, ovvero chi ha condiviso l'abitazione o un ambiente di studio (la stessa classe), di lavoro (la stessa stanza) o lo stesso mezzo di trasporto per viaggi di alcune ore; chi ha dormito nella stessa casa o mangiato allo stesso tavolo del malato; a chi ha contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli) o abbiano avuto contatti ravvicinati e infine che siano stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca).

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