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sabato 24 agosto 2019

Attualità venerdì 03 febbraio 2017 ore 21:00

Trenitalia sponsor, la Fondazione si scusa

Il mea culpa della Fondazione Carnevale, Maria Lina Marcucci: "Ho avuto poca sensibilità". I familiari delle vittime della strage chiedono un incontro



VIAREGGIO — Dopo la sentenza sulla strage del treno, Il logo di Trenitalia sullo striscione del Carnevale di Viareggio aveva indignato i familiari delle vittime e  lo striscione è stato poi rimosso dalla Fondazione Carnevale.

E Maria Lina Marcucci, presidente della Fondazione Carnevale, dopo le critiche ha fatto retromarcia: "Mi dispiace solo di non aver tenuto conto che in questa città, non dovevo sottoscrivere un accordo del genere".

La presenza del logo è stata spiegata dalla Fondazione con l'esistenza di un accordo commerciale con Trenitalia risalente al 2006. Ma poco dopo Trenitalia ha precisato che l'accordo in questione con la Fondazione Carnevale "non era mai stato perfezionato" e che la Fondazione era stata esortata a rimuovere eventuali materiali pubblicitari usati senza consenso.

Dal canto suo la presidente della Fondazione invece parla di accordi con aziende a livello nazionale "per cercare di trovare sostegno per la manifestazione e nello stesso tempo favorire l'arrivo a Viareggio di turisti". 

E' per questo motivo che, ha affermato Marcucci, di aver raggiunto l'accordo per gli sconti del 30 per cento su chi utilizza le Frecce. 

"Mi dispiace solo di non avere tenuto conto che in questa città, non dovevo sottoscrivere un accordo del genere. Il mio intento era solo quello di dare più visibilità al nostro Carnevale, ma ho sbagliato evidentemente la scelta di una delle aziende prescelte".

L'associazione 'Il Mondo che vorrei' che raggruppa i familiari della strage del 29 giugno 2009 ha chiesto un incontro con la presidente della Fondazione Maria Lina Marcucci: "Apprendiamo che dietro un errore c'è almeno qualcuno che sa prendersi delle responsabilità. I familiari non vogliano essere né giudici né giustizieri (il fatto si commenta da solo). Certo è che un tavolo ufficiale tra la nostra associazione e il Comune diventa ormai una priorità, se si vuole evitare in futuro di offendere non solo i familiari ma Viareggio tutta". 



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