Economia Mercoledì 18 Marzo 2026 ore 18:25
Toscana locomotiva del florovivaismo

E' la prima regione per valore alla produzione e la prima per esportazioni. Il "made in Tuscany" alla prima Consulta nazionale di settore a Bruxelles
TOSCANA — La Toscana fa da locomotiva per il settore florovivaistico in Italia: è la prima regione per valore alla produzione con oltre 1 miliardo di euro (55% comparto) e la prima per esportazioni con 377 milioni di euro (+25% nell’ultimo quinquennio), pari a un terzo di tutto l’export di settore nazionale.
E' il quadro tracciato in occasione della prima Consulta nazionale del florovivaismo di Coldiretti a Bruxelles. Sul tavolo del confronto con le istituzioni e gli stakeholder europei, riuniti al Parlamento europeo, i dossier più caldi e le sfide del settore.
Alla Consulta, aperta da Luigi Scordamaglia (presidente di Eat Europe), Mario Faro (presidente della Consulta florovivaistica Coldiretti) e Antonella Sberna (vicepresidente del Parlamento europeo), hanno partecipato Salvatore De Meo (membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo), Dario Nardella (coordinatore del gruppo S&D), Carlo Fidanza (coordinatore del gruppo ECR nella Commissione Agri), Nada Forbici e Gianluca Boeri (vicepresidenti del gruppo di lavoro Piante e Fiori del Copa-Cogeca), Jesse Schevel (presidente olandese Copa-Cogeca), Flavio Facioni (Gabinetto del Commissario europeo alla Salute Oliver Varhelyi), Nadia Loddo (Direzione generale Agricoltura della Commissione europea) e Patrizio La Pietra, sottosegretario al Masaf.
A rappresentare il Made in Tuscany dei fiori e delle piante – che il prossimo autunno ospiterà il congresso nazionale – gli imprenditori Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia, Marco Pacini, Presidente Coldiretti Pisa e Marco Carmazzi, florovivaista della provincia di Lucca. L’iniziativa è stata organizzata da Coldiretti insieme a Eat Europe e Assofloro.
“Gran parte delle decisioni importanti, che possono incidere in maniera positiva o negativa sul nostro settore, vengono prese qui – ha spiegato Fabrizio Tesi, membro della Consulta –. È stata un’occasione importante che ci ha dato la possibilità di evidenziare alcuni aspetti tecnici strategici per il futuro del nostro settore". Sul fronte dell'export, preoccupa la situazione in Medio Oriente. "Un quinto delle esportazioni verso quell’area riguarda piante e fiori - spiega Tesi- Ci sono container bloccati e merce deperibile che le imprese rischiano di buttare. Sono bastati pochi giorni dall’avvio della guerra in Iran per renderci conto dell’impatto immediato di questi eventi sulle nostre imprese a migliaia di chilometri di distanza”.
Tra gli altri temi affrontati nel corso dell'incontro la necessità di alzare il livello dei controlli su fiori e piante importate per contrastare l’ingresso di fitopatie dannose per il patrimonio produttivo ed ambientale, come lo scarabeo giapponese, la cimice asiatica e la flavescenza, che - stima Coldiretti- colpiscono almeno sette imprese su dieci. Focus anche sulle Tecniche di evoluzione assistita (Tea), ricerca, innovazione e promozione, strumenti chiave per garantire competitività e sostenibilità al settore.
La prima Consulta a Bruxelles è stata anche l'occasione per il lancio del Manifesto congiunto tra i produttori floricoli italiani e olandesi. Il documento, frutto di un percorso di collaborazione avviato durante la fiera Myplant & Garden, individua alcune priorità strategiche per rafforzare e tutelare la filiera europea dei fiori e delle piante ornamentali nello scenario globale.
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