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Attualità martedì 27 ottobre 2015 ore 07:00

Aferpi non decolla, ma Rossi difende Rebrab

ROSSI SU REBRAB E RILANCIO PIOMBINO

Il governatore ha rinnovato la fiducia al magnate algerino che fatica a trovare i materiali per mantenere attivo l'impianto e reintegrare i lavoratori



FIRENZE — Al momento mancano all'appello circa 52mila tonnellate di laminato sulle 79mila promesse nel piano di sviluppo previsto dal numero uno di Cevital, Issad Rebrab, e sottoscritto dal governo e dalle parti sociali in occasione della stipula dell'accordo di programma per il rilancio di Piombino. Cinquantaduemila tonnellate di materiale che il magnate algerino sta cercando un po' in tutto il mondo e che permetterebbero da novembre di riassorbire in fabbrica altre 150 persone, attualmente in cassa integrazione. 

Oggi sono 1080 i lavoratori attivi alla ex Lucchini e i sindacati sono preoccupati per il futuro dell'intero piano di rilancio della siderurgia. Per questo hanno chiesto e ottenuto un incontro con Enrico Rossi, presidente della Regione, arrivato a Piombino per illustrare le misure in sostegno delle imprese interessate a investire sul porto.

"Monsieur Rebrab - ha detto Rossi - ha dato garanzie sulla sua intenzione di costruire il formo elettrico. Il suo è un piano di rilancio ambizioso e complesso che sta registrando comprensibili ritardi ma è anche vero che Rebrab sta rendendo tutti partecipi del prosieguo della vicenda, più di quanto farebbero molti altri imprenditori".

"In ogni caso - ha aggiunto il governatore - io sono il presidente della Regione, i cani da guardia devono essere i sindacati". 

Sindacati che hanno invece richiamato alle loro responsabilità governo e il commissario della ex Lucchini, che dovrebbero vigilare sul rispetto dei tempi previsti dall'accordo di programma. 

Anche perchè migliaia di lavoratori sono ancora in cassa integrazione o in mobilita. Gli ammortizzatori sociali scadono a marzo 2017 ma Rossi ha annunciato che si attiverà con la presidenza del Consiglio e col ministro Giuliano Poletti per estenderli nel tempo, inserendo se possibile Piombino nello stesso regime in cui si trovano il sud e le isole e che permette di dilatare gli ammortizzatori.

"Entro giugno 2016 poi - ha concluso Rossi - la Regione salderà la sua quota di ammortizzatori. I fondi, 15 milioni, ci sono. Sono solo bloccati dal patto di stabilità".


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