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Attualità giovedì 12 novembre 2015 ore 15:50

Un detenuto su due è dentro per droga

UN DETENUTO SU DUE E' IN CARCERE PER DROGA

Appello del garante regionale Franco Corleone: "E' colpa di una legge criminogena; bisogna mettere in campo le misure alternative al carcere"



FIRENZE — Tossicodipendenti e spacciatori. Su 3.247 detenuti in Toscana ci sono 1.071 persone recluse per reati legati alla detenzione di stupefacenti e 836 tossicodipendenti. 

Numeri resi noti dal garante regionale per i diritti dei detenuti Franco Corleone, che da un lato ha puntato il dito contro una legge definita da lui stesso "criminogena" e che ha riempito le prigioni di piccoli spacciatori, dall'altro contro le istituzioni che non hanno tradotto in atti concreti l'accordo siglato nel 2013 dalla Regione con il ministro della giustizia di allora, Rosanna Cancellieri, che prevedeva di far uscire dalle carceri 300 tossicodipendenti, prevedendo per loro pene alternative.

"In Italia - ha aggiunto Corleone - a fine 2014, si contavano oltre 53 mila detenuti, di cui il 24% tossicodipendenti e il 33% per reati legati alla droga. Questo nonostante l'abrogazione della legge Fini-Giovanardi. In Toscana però, queste percentuali sono superiori".

Corleone, che si è detto preoccupato per la scarsa attenzione riservata dai media alla questione carceri, ha poi puntato il dito contro il problema dell'igiene e della salute. "L'Ars, l'Agenzia regionale di sanità - ha detto Colreone -, dice che solo il 27% dei detenuti nelle nostre carceri è sano. Bisogna superare questa situazione che colpisce un diritto fondamentale per qualsiasi persona, anche per quelle detenute, che è il diritto alla salute".

L'ultimo pensiero Corleone l'ha riservato all'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo fiorentino. "Abbiamo una legge che prescriveva la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, tra cui quello di Montelupo, il 31 marzo scorso - ha ricordato -. I mesi passano e chi è internato negli opg lo è in maniera illegale e incostituzionale da diversi mesi".

La magistratura ha concesso altri 3 mesi di tempo a partire da ora. "La Regione Toscana - ha concluso il garante - ha dunque questo limite che è insuperabile. Poi la chiusura dell'opg dovrà essere fatta in maniera definitiva


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