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martedì 19 febbraio 2019

Cronaca mercoledì 04 ottobre 2017 ore 10:22

Vita da nababbo ma il suo reddito è a zero

Sequestrati beni per 1,5 milioni di euro ad un imprenditore cinese di Prato per la sproporzione tra l'alto tenore di vita e i redditi dichiarati



CARMIGNANO — Una villa, tre auto di lusso, numerosi conti bancari e un tenore di vita da nababbo. Per questo la direzione investigativa antimafia di Firenze ha sequestrato beni per 1,5 milioni di euro ad un imprenditore tessile cinese di 38 anni, residente a Carmignano. 

Il provvedimento, emesso dal tribunale di Prato su richiesta della Dia, fa seguito alle indagini che hanno permesso di accertare una sproporzione tra il tenore di vita e il patrimonio posseduto dall'uomo rispetto ai redditi dichiarati al fisco dal suo nucleo familiare, per alcuni anni anche pari a zero.

I sigilli sono scattati per una villa in località Tavola nel comune di Prato, tre autovetture, quote riferite a due società e numerosi conti bancari e disponibilità finanziarie.

Secondo quanto spiegato dalla Dia, nel corso delle indagini l'imprenditore avrebbe tentato di giustificare il suo tenore di vita presentando ricevute di vincite alle slot machine per decine di migliaia di euro, ma il tribunale di Prato non le ha ritenute sufficienti a legittimare la sua ricchezza.

L'imprenditore, spiega sempre la Dia, risulta essere già noto alle forze dell'ordine. Tra i precedenti, si legge in una nota diffusa dalla Dia, una condanna della Corte di appello di Firenze nel 2004, per aver favorito l'immigrazione illegale di numerosi cittadini cinesi, una condanna emessa dal tribunale di Prato nel 2012 per aver gestito bische clandestine all'interno di vari capannoni industriali. 



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