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Attualità martedì 24 gennaio 2017 ore 17:55

L'omaggio della Toscana alle vittime di Birkenau

La cerimonia davanti al monumento internazionale di Birkenau ha chiuso la visita al campo di concentramento degli studenti del treno della memoria



CRACOVIA — E' da sempre uno dei momenti più toccanti dei viaggi della memoria nei luoghi dell'Olocausto: i 500 studenti toscani, uno ad uno, recitano al microfono il nome di uno dei deportati a Birkenau, dopo un lungo corteo aperto dai labari delle istituzioni regionali e locali.

"Il nostro Mediterraneo è ormai una grande fossa comune - ha dichiarato Ugo Caffaz, animatore da sempre del viaggio della Toscana a Birkenau e ad Aishwitz - Non possiamo continuare a vivere sicuri nelle nostre tiepide case facendo finta di nulla. Il Giorno della Memoria deve accompagnare le nostre riflessioni e i nostri comportamenti ogni momento della nostra vita. Se, come diceva Primo Levi, comprendere è impossibile, conoscere è necessario, per questo organizziamo il Treno della Memoria ormai da 15 anni". 

Le parole di Caffaz sono state accolte da un applauso lungo e scrociante che ha riempito il piazzale antistante il monumento internazionale, vero e proprio simbolo per il più grande cimitero senza corpi esistente al mondo.

Ad accompagnare la delegazione toscana ci sono le sorelle Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute di Auschwitz, e Gilberto Salmoni, scampato alla morte nel campo di Buchenwald. E proprio i tre hanno commosso con i loro racconti tanti ragazzi che per la prima volta si sono confrontati con l'efficace e al tempo stesso delirante "burocrazia" e "industria" dello sterminio, come l'ha definita nel suo intervento la vicepresidente Monica Barni. Molte le lacrime versate con dignità dai giovani studenti, molti gli abbracci per affrontare insieme una realtà a cui erano stati a lungo preparati ma che non può non sconvolgere quando la si vede con i propri occhi.

La visita al campo di Birkenau è stata, come detto, la prima tappa del viaggio Treno. Nel pomeriggio al teatro Kijow di Cracovia è organizzato un altro confronto diretto tra studenti, insegnanti e testimoni della deportazione. 

Domani la visita ad Auschwitz, quando tutta la delegazione toscana varchera' il cancello con la nota scritta "Arbeit macht frei".

Servizio di Dario Pagli
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