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Lavoro martedì 18 agosto 2020 ore 12:49

Crisi Covid, accordi sugli affitti solo per il 25% dei ristoratori

Una manifestazione di protesta dei Ristoratori toscani
Una manifestazione di protesta dei Ristoratori toscani

Il gruppo Ristoratori Toscana denuncia: "Il 70% dei proprietari dei fondi non ha concesso sconti. Senza aiuti, la metà dei locali a Ottobre chiuderà"



TOSCANA — Il piano di sostegni del governo per sostenere i titolari di ristoranti e pizzerie nel pagamento dei canoni di affitto dei loro locali non ha prodotto i risultati sperati. Secondo un sondaggio condotto fra i propri associati dal gruppo Ristoratori toscani (15mila iscritti per un totale di 53mila dipendenti), solo il 25% degli esercenti ha raggiunto un accordo con i proprietari dei fondi.

"Il 70% ha avuto problemi col proprietario del fondo che non ha concesso nessuno sconto sul canone di locazione - si legge in una nota dei Ristoratori toscani - Il 5% ha avuto una riduzione minima che in alcuni casi non supera i 200 euro. Altri, invece, hanno ottenuto una riduzione soltanto per il periodo di chiusura dei locali. Solo il 25% ha raggiunto un accordo con i proprietari e, dunque, può beneficiare di una significativa riduzione dell’importo".

Al momento sono quattro le richieste di sfratto già arrivate ai titolari di ristoranti in Toscana. Il 60% degli imprenditori che hanno partecipato al sondaggio ha affermato che, in assenza di aiuti, rischiano seriamente di abbassare la saracinesca ad Ptobre.

“Ci sono colleghi che sono stati messi con le spalle al muro - dichiara Pasquale Naccari, portavoce del gruppo Ristoratori Toscana - è stato chiesto loro o di liberare il fondo o di acquistarlo a un valore anche superiore a quello di mercato. Altri non hanno avuto nemmeno un centesimo di sconto; ad altri ancora è stato chiesto di corrispondere il canone per tutti i mesi, anche per quelli di chiusura”. 

Naccari fa notare che nel decreto Agosto del governo non si fa alcun cenno al problema delle locazioni.

“In città d’arte come Firenze i turisti non arriveranno prima di marzo 2021 ma chi lavora nella ristorazione deve sostenere affitti salatissimi, soprattutto nei centri storici - spiega il portavoce dei Rostiratori toscani - Oggi, nel periodo più acuto della crisi, i commercianti sono abbandonati a se stessi”. 

Infine un appello contro la smart working.

"Da mesi ci stiamo battendo contro l'abuso della formula dello smart working, un appello portato avanti anche da sindaci di tutto il mondo - concludono i Ristoratori  Toscani - Chiediamo al sindaco Nardella e al presidente della regione Rossi di fare lo stesso: le persone devono tornare a lavoro e far circolare liquidità altrimenti il sistema economico è a rischio”.



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