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Lavoro martedì 23 novembre 2021 ore 16:56

Dramma piscine, i gestori scrivono a Draghi

La piscina comunale di Massarosa
La piscina comunale di Massarosa

Il grido di dolore del coordinamento delle associazioni dei gestori: "Nessun aiuto concreto, il nostro settore si sta avviando verso il default"



ROMA — Gli impianti sportivi e in particolare le piscine sono state le prime attività a subire drastiche restrizioni e lunghe chiusure forzate a causa dell'epidemia di Covid e ora la situazione ha assunto contorni drammatici per i gestori, in assenza di aiuti concreti e di prospettive per il futuro. L'intero settore, fondamentale e strategico per lo sport, per il mantenimento di corretti stile di vita, per la prevenzione delle patologie, per la riabilitazione, rischia di saltare, fallire in blocco. 

In una lettera aperta indirizzata al presidente del consiglio Mario Draghi, ai capigruppo parlamentari e alla conferenza delle Regioni, i presidenti di Agisi, Assonuoto, Insieme si Vince, Piscine del Piemonte, Piscine Emilia Romagna e Sigis hanno illustrato punto per punto le loro richieste, partendo da due presupposti: il riconoscimento delle piscine come centri di salute che devono rimanere aperti a prescindere dall'evoluzione della pandemia, risposte rapide alle istanze per scongiurare danni irreparabili al settore. 

Qui sotto le istanze che i gestori degli impianti hanno rivolto al premier Draghi.

1. Ristori

L'azione degli ultimi due Governi si è caratterizzata per una totale inconsistenza sui ristori che realisticamente avrebbero potuto allentare la pressione sulle società di gestione degli impianti natatori. Nessuno, in oltre un anno e mezzo, ha saputo cogliere la differenza tra impianti sportivi "energivori e "non energivori" e poco o nulla è stato fatto in questo senso.

Non mancano, ad onor del vero, esempi virtuosi di aiuti concreti. È notizia di pochi giorni fa la (rara) sinergia tra istituzioni sportive e governo locale che ha visto Regione Sar-degna erogare contributi complessivi alle società per un totale 3,15 milioni di euro. L'iniziativa, promossa da Fin Sardegna, nella figura del suo presidente Danilo Russu, e subito colta dalla politica locale, ha permesso di salvare - nel significato più letterale del termine - le società di gestione e nel contempo di tutelare il patrimonio infrastrutturale della regione. Provvedimenti analoghi sono stati presi con successo anche in Emilia Romagna con uno stanziamento alle amministrazioni locali di 1,5 milioni a sostegno degli impianti natatori e nel Molise.

Con grande amarezza ci troviamo però a dover ammettere che si tratta di casi isolati in un panorama nazionale desolante.

2. Infrastrutture

Nonostante mille propositi e numerosi solleciti da più parti, nessuna operazione concreta è andata nella direzione della progettualità infrastrutturale. Abbiamo sempre ritenuto che l'estensione dell'«Ecobonus 110%» agli impianti sportivi rappresentasse un grande traino per il rilancio dell'impiantistica del Paese. In Italia (dati Coni) oltre 77mila impianti sportivi sono di competenza di 7.904 sindaci: un patrimonio pubblico verso il quale non c'è stata e non c'è alcuna visione d'insieme per il futuro. 

Un intervento massivo per l'efficientamento energetico degli impianti e la riduzione delle emissioni avrebbe permesso la valorizzazione di questo patrimonio rendendolo resiliente alla sfida del tempo.

3. Costi dell'energia

Un riverbero del secondo punto riguarda i costi dell'energia.

In questi giorni stiamo assistendo ad un picco speculativo sui costi unitari energetici di gas, metano e kw elettrici, con un incremento dei costi che oggi si attesta attorno al 45%. Considerato che siamo solo a novembre e manca ancora un mese alla stagione più fredda, non siamo in grado di prevedere quale sia la prospettiva sui costi per l'inverno.

Il dato attuale e l'incertezza sul medio termine si aggiungono alle numerose fatiche che negli ultimi mesi hanno "strozzato" le società di gestione, SSD e ASD che in oltre sette mesi di lockdown hanno dovuto rinunciare agli introiti derivanti dall'attività tradizionale. Da qui sorge spontanea una domanda: chi pagherà le utenze

Va da sé che un importante intervento a salvaguardia degli impianti energivori, per una reale conversione energetica che tendesse alla classe A (spesso un'utopia in un Paese come l'Italia) avrebbe permesso di parare il colpo in caso di rincari. Ritiene sia giusto che oltre alle utenze "gonfiate", le società di gestione si trovino a dover rispondere della mancata di progettualità di cui sopra e, in sostanza, a dover pagare due volte?

4. Un settore emarginato

È mortificante constatare come negli ultimi mesi il Governo abbia dedicato grande attenzione a molti settori, alcuni anche collaterali come quello delle terme, fuorché al nostro. A fronte di bonus per l'acquisto di monopattini e televisori, nulla è stato fatto per favorire la ripartenza delle attività sportive. Non un'azione per erogare un bonus da 200 euro a famiglia - al netto dell'Isee - che permettesse la frequenza di corsi di nuoto e ginnastica in acqua, di campi da tennis, corsi di fitness o favorisse il generico ritorno all'attività motoria dopo una lunga inattività. 

"La preghiamo di considerare questa nostra lettera come il più sincero grido di dolore di un settore disperato, sfinito - concludono i gestori - Dalla metà del 2020 e per tutto il 2021, le nostre sigle, dapprima singolarmente, poi riunite nel Coordinamento, hanno fatto il possibile per portare le istanze del settore su una molteplicità di tavoli. Siamo stati a Roma, abbiamo parlato con i gruppi parlamentari, ci siamo mossi in modo trasversale agli schieramenti politici. Siamo stati, ad onor del vero, anche ascoltati dalle istituzioni ma nulla è stato fatto. La misura è colma. Certi di un riscontro positivo da parte del Governo, rinnoviamo la nostra disponibilità a una collaborazione attiva e continuativa su queste ed altre tematiche riguardanti lo sport, la sua promozione e la gestione di impianti sportivi".

La lettera aperta è stata firmata da:

AGISI – Presidente Giorgio Lamberti

Assonuoto – Presidente Alessandro Valentini

Insieme si Vince – Delegato Andrea Biondi

Piscine del Piemonte – Delegato Luca Albonico

Piscine Emilia Romagna – Coordinatori Luca Bosi e Roberto Veroni 

SIGIS – Presidente Sergio Tosi

Delegato dal Coordinamento Nazionale - Marco Sublimi

Qui sotto il testo integrale della lettera aperta a Mario Draghi


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