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Attualità mercoledì 26 gennaio 2022 ore 18:10

Dittatura sanitaria? Macchè, è burocratica

In via di abolizione la scadenza del green pass di chi ha fatto la terza dose di vaccino. Traballano il sistema dei colori e le regole per le scuole



ROMA — Non se ne può più. Mentre migliaia di italiani si trovano nella tremenda condizione di essere guariti dal Covid ma di non riuscire a ottenere il nuovo green pass (non più tardi di ieri una mamma toscana è salita su una torre mineraria per riconquistare quello del figlio autistico e, guarda un po', quando la notizia ha fatto il giro del web c'è pure riuscita), i presidenti delle regioni premono sul governo per conquistare un allentamento delle restrizioni e una semplificazione delle regole.

Sul fronte del green pass, a quanto pare il governo è seriamente intenzionato a togliere del tutto una scadenza temporale alle certificazioni verdi dei cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale con la dose di rinforzo (o terza dose). Dal 1 Febbraio infatti la durata del green pass scende da 9 mesi a 6 e chi ha fatto la terza dose nel Settembre scorso rischia di vederselo scadere nel giro di poche settimane. Novità in vista anche per le regole di ingresso in Italia dai Paesi stranieri, con gli operatori turistici in ebollizione per eliminare il tampone negativo obbligatorio almeno per i vaccinati e far accettare in Italia i green pass dei turisti stranieri anche se emessi da più di 6 mesi (negli altri Paesi Europei la certificazione ne dura 9).

I governatori premono anche per cancellare il sistema delle zone a colori che fanno scattare le restrizioni anti-Covid e oggi il sottosegretario alla salute Costa ha dichiarato che probabilmente la direzione è questa: mantenere le zone per solo per il monitoraggio e il controllo dell'epidemia, cancellando le restrizioni per i cittadini che si sono vaccinati. Il ragionamento fila, vediamo se riesce a scalfire anche le granitiche convinzioni del ministro della salute Speranza.

Cambiamenti all'orizzonte - almeno si spera - anche per le scuole, sempre più allo sbando nella gestione dei positivi e dei loro contatti grazie alle contortissime regole imposte per il ritorno in aula dopo le vacanze di Natale. I governatori hanno proposto di mandare in dad solo i positivi con sintomi, lasciando tutti gli altri in classe, quasi una provocazione che il Ministero della salute ha già respinto. Ma visto che ormai le Asl hanno alzato la bandiera bianca - con la quarta ondata è risultato impossibile star dietro al tracciamento e ai tamponi di migliaia di alunni e docenti - che i dirigenti scolastici sono in rivolta e che milioni di famiglie non sanno più dove sbattere la testa, Speranza e il collega Bianchi stanno provando a elaborare qualche soluzione. Il primo passo, secondo il sottosegretario Costa, potrebbe essere l'abolizione del tampone negativo obbligatorio per il rientro in classe dei ragazzi in dad.

Insomma, la quarta ondata della pandemia ha aggiunto all'emergenza sanitaria un'altra emergenza: le nuove e sempre più aggressive varianti della burocrazia, antico e inguaribile male italiano. E su questo fronte, purtroppo per noi, non possiamo neppure sperare in un vaccino.

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