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Attualità mercoledì 11 ottobre 2017 ore 11:47

Emorragia cerebrale, la corsa della salvezza

Un giovane agricoltore aretino si è sentito male mentre lavorava nei campi. Lo ha salvato la prontezza dei sanitari 118 e dell'ospedale delle Scotte



SIENA — La perfetta sincronia e collaborazione tra il 118 e la neurochirurgia dell'Azienda ospedaliero universitaria senese hanno salvato la vita ad un giovane aretino di 25 anni, colpito da emorragia cerebrale mentre era a lavoro nei campi. 

Il paziente ora è fuori pericolo ed è stato già dimesso. E' lo stesso neurochirurgo, il dottor Giuseppe Oliveri, direttore della divisione di neurochirurgia del policlinico Santa Maria alle Scotte, a raccontare quella che è una vicenda a lieto fine, grazie anche alla prontezza del personale dell'ambulanza che ha soccorso il giovane, decidendo di portarlo direttamente a Siena da Arezzo, e risparmiando così minuti preziosi che hanno contribuito a salvargli la vita. 

“Il giovane paziente ha avuto un episodio di cefalea improvvisa e perdita di coscienza - ha spiegato Oliveri - Appena è intervenuto il 118, a seguito dei protocolli elaborati grazie alla programmazione di area vasta e agli incontri che facciamo periodicamente a Monticello Amiata, il paziente è stato trasportato direttamente a Siena, che è il centro di riferimento come ospedale di terzo livello, anziché ad Arezzo, come accadeva sino a qualche tempo fa. Alle Scotte ha eseguito velocemente gli esami di diagnostica per immagini che hanno evidenziato una grave patologia cerebrale e, in meno di quindici minuti, è stato portato in sala operatoria e sottoposto ad un complesso intervento per rimuovere la grave malformazione vascolare che aveva determinato l'emorragia”. 

Il paziente è stato successivamente trasferito presso la Terapia Intensiva Neurochirurgica e poi in reparto, seguito dalla neurologa Barbara Batani, e poi inviato all'ospedale della Gruccia per la riabilitazione. 

“Grazie all'integrazione tra territorio e ospedale - ha commentato il dottor Massimo Mandò, direttore del 118 e del dipartimento di emergenza e urgenza di Area Vasta – e alla prontezza dei professionisti dell'ambulanza, abbiamo garantito il trattamento del paziente in tempi precocissimi. Una sosta ad Arezzo, come da precedenti protocolli, avrebbe comportato un ritardo significativo e, con ogni probabilità, una prognosi infausta. Abbiamo lavorato molto e continueremo a collaborare fattivamente per potenziare il protocollo di emergenza e questi sono i primi importanti risultati, a tutto vantaggio dei pazienti”. 

Il paziente sta bene e per i controlli è affidato alla neurologa Barbara Batani. 

“Ogni paziente per noi è speciale – conclude la neurologa – e lo seguiamo passo dopo passo durante tutto il percorso ospedaliero e anche dopo le dimissioni, durante il follow up. La nostra neurochirurgia è come una grande famiglia, e un grosso supporto è quello che ci viene dato dai medici in formazione specialistica che ringrazio per la costante dedizione e presenza”.


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