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Attualità venerdì 01 settembre 2023 ore 16:46

Rsa, aumenta il contributo regionale

mani di donne giovane e anziana

La quota sanitaria e il fondo ad essa dedicato subiranno un progressivo incremento. Siglato l'accordo fra Regione e gestori delle strutture



FIRENZE — Un aumento progressivo della quota sanitaria giornaliera per le Rsa a carico della Regione con conseguente incremento del fondo ad essa dedicato: è in buona sostanza l'oggetto dell'accordo raggiunto fra Regione Toscana e gestori delle strutture e siglato oggi a Firenze presso la sede della presidenza della giunta regionale, Palazzo Strozzi Sacrati.

A firmare il documento il presidente della Regione Eugenio Giani e i rappresentanti dei gestori delle Rsa: Agespi, Arat, Arsa, Aret, Anaste, Uneba, Confcooperative Federsolidarietà Toscana, Legacoop Toscana, Agci, Aiop Rsa Toscana, Diaconia Valdese-Csd, alla presenza dell’assessora alle politiche sociali Serena Spinelli e del direttore sanità, welfare e coesione sociale Federico Gelli.

Da tempo i gestori lamentavano l'insostenibilità dei costi e l'insufficienza, per contro, della quota sanitaria da parte della Regione. L'accordo è la risposta, e con esso la giunta regionale ribadisce "la volontà politica di sostenere economicamente il sistema di offerta residenziale per anziani non autosufficienti".

L'impegno è ad un aumento progressivo delle quota sanitaria, con il conseguente incremento del fondo ad essa destinato, di 2 euro dal primo Luglio scorso, poi 1,60 euro dal primo Gennaio 2024 e di 1,50 euro dal primo Gennaio 2025.

La firma dell'accordo, al centro il presidente Giani

La firma dell'accordo, al centro il presidente Giani

L'aumento scatterà dunque subito per 60 euro mensili per ogni ospite delle Rsa: "La giunta regionale, in questi anni di emergenza Covid-19 è intervenuta con misure di ristoro che hanno parzialmente ridotto i gravi problemi di tenuta economica delle Rsa, adesso però si rendono necessari ulteriori adeguamenti", spiega la Regione in una nota.

“La salvaguardia della qualità della vita dei nostri anziani e la tutela di coloro che non sono autosufficienti è per noi una priorità assoluta”, ha detto il presidente Giani. “In questa direzione va l’accordo che sottoscriviamo perché la sinergia tra pubblico e privato è un fattore determinante per la presa in cura della persona fragile". 

"Io ritengo - ha sottolineato - che dopo l’emergenza causata dal Covid19 sia il momento di fare un salto di qualità nei servizi che possono caratterizzare la Toscana come regione d’ avanguardia sul piano della salute e dell’assistenza. Questo pur con la consapevolezza che le risorse a livello nazionale non sono quelle sperate. Sappiamo però di chiedere molto ai gestori che operano in regione, ecco perché questo accordo è doveroso". 

Oltre agli aspetti economici sono poi previste modalità di formazione dedicate e ad hoc, ad esempio. “Per noi - sono le parole dell'assessora Spinelli - il mondo delle Rsa gioca un ruolo fondamentale nella presa in cura delle persone più fragili. E’ necessario mantenere un dialogo costante e costruttivo per garantire la massima qualità del servizio. Per la Regione è uno sforzo economico importante, anche rispetto a quanto sta avvenendo a livello nazionale sul Fondo sanitario, per il quale assistiamo ad un progressivo definanziamento. Contemporaneamente però abbiamo l’urgenza di rispondere ai bisogni crescenti della parte più fragile della nostra popolazione e non possiamo sottrarci”.

Per i gestori delle strutture ecco invece l'impegno a condividere con la giunta regionale un percorso di approfondimento tecnico di valutazione dell’attuale struttura dei costi delle Residenze, per individuare il livello di sostenibilità economica nel medio periodo che non pregiudichi la qualità e l’appropriatezza assistenziale né la sicurezza degli operatori.

E dai gestori arriva la soddisfazione per bocca del presidente di Confcooperative-Federsolidarietà Toscana Alberto Grilli: "Le Rsa - ha osservato - stanno affrontando da anni diverse criticità, che la pandemia prima e l'aumento dei costi e dei prezzi poi, hanno ulteriormente aggravato, mettendo a rischio la sopravvivenza delle strutture e quindi di tutto il sistema assistenziale toscano per la non autosufficienza. Questo accordo che chiediamo da tempo con forza non risolve tutte le problematiche ma certamente è un passo importante per aiutare le Rsa toscane a continuare il loro lavoro mantenendo gli standard di qualità che le hanno sempre caratterizzate”.

Delibera a parte per i costi legati al Covid

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche i contenuti della delibera 1007 28 Agosto scorso che stanzia ristori per i maggiori costi sostenuti a seguito dell’emergenza Covid-19 dalle Residenze sanitarie per disabili (Rsd) e Comunità alloggio protette (Cap). 

Si tratta in particolare di una quota integrativa giornaliera di 4 euro per posto letto per il periodo dal 1 Aprile 2022 al 30 Giugno 2022 e per il periodo dal 1 Gennaio 2023 al 30 Giugno 2023 che verranno erogati dalle Asl territoriali con fondi regionali per oltre 1 milione e 600mila euro.

Questi ristori vengono erogati ogni anno dal 2020 per un totale di oltre 5 milioni e mezzo stanziati dalla Regione nell’arco del triennio 2020-2023.


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