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Attualità venerdì 13 novembre 2015 ore 17:50

Bagnasco non fa sconti a chi minaccia la Chiesa

Il presidente della Cei ha chiuso il convegno nazionale ecclesiale: "A Montecassino situazione penosa, ma le ombre non offuscheranno la nostra luce"



FIRENZE — Il caso dell'ex abate di Montecassino accusato di aver utilizzato i fondi derivati dall'otto per mille per pagarsi droghe, viaggi in Sudamerica, ostriche e champagne, insieme al caso definito Vatilieaks 2 sono in cima ai pensieri del presidente della Conferenza episcopale italiana, monsignor Angelo Bagnasco.

Tanto da dedicarci buona parte della conferenza stampa organizzata a conclusione del convegno ecclesiale nazionale, ovvero gli stati generali della Chiesa italiana che si sono svolti a Firenze dal 9 al 13 novembre.

Montecassino e Vatileaks sono ombre sull'immagine della Chiesa da cui bisogna guardarsi, ha detto Bagnasco. "Le ombre sono ombre, ma non dobbiamo averne paura e le dobbiamo riconoscere onestamente - ha detto Bagnasco -: dobbiamo soffrire per queste ombre ma non lasciarsene schiacciare. Io spero che soprattutto il popolo di Dio non si lasci fuorviare, schiacciare, intristire da queste cose molto tristi, molto dolorose. Dobbiamo continuare a guardare a tanti sacerdoti, religiosi e religiose, che ogni giorno si spendono per la propria gente".

Per quanto riguarda la vicenda di Montecassino, invece. "E' una dolorosa, dolorosissima situazione - ha detto -, per questo in assemblea ho parlato di onta evocando situazioni penose come questa".

Situazioni cui fa da contraltare l'immagine data da questo convegno ecclesiale nazionale con i 2200 volontari che hanno reso possibile un appuntamento che ha visto la partecipazione di circa 2500 persone tra laici e religiosi.

Il momento più significativo è stato, come ovvio, la visita del Papa. "Il Pontefice - ha detto il cardinale di Firenze Giuseppe Betori - mi ha detto di essere rimasto molto colpito dall'accoglienza che gli ha riservato la città".

"La visita del Papa - ha aggiunto Betori - ha risvegliato i sentimenti più profondi e l'affetto dei fiorentini che di solito li nascondono un poco perché vogliono sembrare un po' duri".


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