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Attualità lunedì 16 settembre 2019 ore 12:45

"New Delhi, un decesso anche a Siena"

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Il consigliere regionale Marchetti (FI) lancia l'allarme sul primo caso di decesso correlabile al superbatterio avvenuto nella Asl Sud Est



FIRENZE — Un nuovo decesso avvenuto al policlinico Le Scotte di Siena che potrebbe essere correlabile all'infezione da superbatterio New Delhi. A segnalarlo è il consigliere regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti che ha portato nei giorni scorsi la giunta regionale a riferire in aula sul proliferare di casi, in particolare nella zona Nord Ovest della Toscana.

"No a minimizzazioni sul nuovo decesso plausibilmente correlabile a infezione da superbatterio New Delhi avvenuto al policlinico Le Scotte di Siena: è il primo in Asl Sud-Est, segno di una propagazione esattamente compatibile con la capacità di diffusione del contagio che la letteratura scientifica attribuisce a questo batterio in grado di produrre un enzima che idrolizza la classe di antibiotici carbapenemi sin qui utilizzati per abbattere le infezioni e le batteriemie antibioticoresistenti come la Klebsiella pneumoniae e considerati come ultima risorsa - ha detto Marchetti - Se la Regione e la Asl Nord-Ovest si fossero attivate quando l’allarme per i focolai toscani è partito a livello nazionale da parte del ministero della salute, nel maggio scorso, e a livello transfrontaliero da parte dell’Istituto superiore di sanità il 6 giugno scorso probabilmente si sarebbe riusciti a contenere i focolai solo all’interno dei primi 9 ospedali dove erano stati accertati. O forse no? Non lo sapremo mai. Sta di fatto che con questa condotta opaca e rallentata da parte della Regione, che ha emesso il primo decreto solo a fine luglio, il 26, oggi il contagio dalla sola Asl Nord-Ovest si è esteso a tutta la Toscana e Siena registra la sua prima vittima. Questo è un fatto". 

Sulla risposta arrivata dalla giunta regionale, Marchetti ha spiegato: "La giunta ci ha risposto di avere condotto incontri e avviato azioni che però non sono state formalizzate se non il 26 luglio con decreto dirigenziale, recepito dalla Asl Nord-Ovest oltre un mese dopo con delibera del 5 settembre. Intanto, stando agli atti, i pazienti e gli operatori sanitari erano senza rete dinanzi a un batterio che ha un indice di mortalità del 40 per cento. Io stesso, avuta notizia nella scorsa primavera di un picco anomalo di infezioni da Klebsiella pneumoniae presso il principale ospedale della Asl Nord-Ovest, ovvero il Noa di Massa, avevo presentato il 4 aprile  un’interrogazione chiedendo risposta scritta che non mi è mai arrivata, e ora forse ne comprendo il motivo. Era un modo per sottacere l’allerta? Questo è il drammatico risultato con cui la Toscana sta generando rischio per l’intera penisola oltre che per l’intera area euro. E’ una responsabilità politica sostanziale», conclude Marchetti.



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