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sabato 24 agosto 2019

Attualità lunedì 29 agosto 2016 ore 11:42

"Cento miliardi in dieci anni contro i terremoti"

Il governatore toscano Rossi lancia su facebook la proposta per adeguare gli edifici al rischio sismico. "L'Europa dice no? Lo facciamo lo stesso"



FIRENZE — Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi fa i conti e avanza la sua proposta per l'adeguamento contro il rischio dei terremoti. Questione tornata all'ordine del giorno dopo la tragedia che ha colpito il centro Italia.

"Siamo campioni dell’emergenza e dei soccorsi, e questo è un merito - scrive Rossi sul proprio profilo facebook -  ma la nostra reputazione dipende anche da pagine vergognose del nostro passato più o meno recente. Per invertire la rotta, la rimozione colpevole della nostra fragilità e la cattiva spesa devono finire".

Ora "a chi ritiene questo progetto troppo ambizioso", il governatore toscano dice che "basta un piano decennale da 100 miliardi d’investimenti fuori dal patto di stabilità. Una spesa sostenibile. Per realizzarlo in certezza bisognerà però istituire un gruppo nazionale con forti poteri di monitoraggio, controllo e commissariamento per la realizzazione dei lavori e per contrastare infiltrazioni e corruzione".

A dover essere aggiornata, spiega Rossi, è anche la mappa dei luoghi a rischio che "perché è ferma al 2006", vale a dire prima dei terremoti de L'Aquila nel 2009 e dell'Emilia Romagna nel 2012. 

"L’unica strategia possibile - spiega sempre sul proprio profilo il presidente della Toscana - è una grande opera pubblica del valore di decine e decine di miliardi, con il sostegno ai privati che investono per le loro abitazioni. Occorre mettere al sicuro gli edifici pubblici: scuole, ospedali, stadi e chiese, per assicurare assistenza e copertura in caso di calamità. Secondo la protezione civile per rendere antisismico il patrimonio nazionale servono 50 miliardi. Bisogna rilanciare gli eco-bonus per i privati (sgravi del 65 per cento dell’Irpef e dell’Ires) estendendoli alla manutenzione e all’adeguamento antisismico anche per i prossimi anni a partire dall’imminente manovra finanziaria. Non sono sufficienti le proroghe, essi vanno resi stabili. Devono cambiare anche i criteri di accesso".

"Ho letto - aggiunge Rossi - fonti governative che stimano inoltre una spesa di 5 miliardi in 10 anni per la messa in sicurezza del territorio. Sommando a questi gli interventi antisismici serve una massa di investimenti di almeno 10 miliardi per 10 anni, che potrebbe generare occupazione per almeno 200.000 persone, da destinare per metà alla sicurezza antisismica e per metà alla difesa ambientale e idrogeologica". 

E se i conti creano problemi a livello europeo poco importa. "L’Europa conservatrice e la Troika direbbero di no? Lo facciamo lo stesso e restiamo nell’Ue; un continente nato per ricostruire i paesi e le industrie distrutte dalla guerra. Renzi deve chiedere su questo piano il sostegno convinto di tutto il paese, di tutto il suo partito, di tutte le forze politiche, delle forze sociali e delle massime cariche istituzionali. Il parlamento deve operare come un sol uomo su questa materia. Abbiamo alle spalle anni di malcostume e cattiva spesa. Un’economia della catastrofe che dall’Irpinia in poi ha dissestato le casse dello Stato senza porre veri argini all’alto rischio che corre il paese".

E alla fine arriva l'esortazione al premier: "Al buon cuore dei cittadini servono le ragioni fondanti dell’essere uno Stato e una democrazia. Forza Renzi, “qui si parrà la [...] nobilitate” tua e di un’intera classe dirigente"



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