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Attualità domenica 25 aprile 2021 ore 10:12

"Aprire il 26 Aprile prematuro, estate a rischio"

Preoccupazione dall'Agenzia regionale di sanità. Nel report in evidenza la situazione ancora critica nelle terapie intensive: "Serviva un mese in più"



FIRENZE — Per l'Agenzia regionale di sanità l'estate 2021 potrebbe essere vissuta con nuove restrizioni, quindi non liberamente come quella del 2020 quando i contagi e i decessi erano minimi, grazie al rigidissimo lockdown di Marzo e Aprile dell'anno scorso.

Nell'ultimo report di Ars Toscana viene messa in evidenza la situazione ancora molta critica nelle terapie intensive e nei reparti Covid degli ospedali toscani. Un aspetto che secondo Ars non è da trascurare. Secondo l'Agenzia serviva un altro mese di restrizioni che, con la campagna vaccinale in corso e l'aumento delle temperature avrebbe messo la situazione dei contagi sotto controllo. Per Ars le aperture previste da domani, lunedì 26 Aprile, in zona gialla sono premature (qui le regole della zona gialla).

"I dati più ottimistici - hanno detto da Ars - provengono sicuramente dal lato delle vaccinazioni: la Regione Toscana ha dato nell’ ultimo mese una brusca accelerata al ritmo delle vaccinazioni in prima dose"

"La vaccinazione che progredisce  - hanno aggiunto da Ars - sembra aver concorso alla diminuzione della mortalità rispetto al picco di Novembre, ma anche alla riduzione del contagio: lo testimoniano i dati degli ultimi giorni delle infezioni, ma soprattutto la netta riduzione del contagio nelle prime categorie di persone che sono state vaccinate: operatori sanitari e popolazione over 90. Ci aspettiamo che con la fine di Maggio, contagi, decessi ed ospedalizzazioni abbiano una decisa inversione di tendenza grazie alle vaccinazioni (se le dosi promesse alla nostra regione arriveranno, ovviamente)".

A preoccupare Ars, come detto, è la situazione negli ospedali: "Le criticità emergono dall’alto numero di persone ricoverate: ancora troppe rispetto alle soglie di criticità ministeriali per l’occupazione delle terapie intensive e dei reparti Covid-19, anche se in progressivo e lento decremento nelle ultime due settimane. Anche i decessi sono ancora molti, troppi. Alcune zone della regione, pensiamo specificatamente alla provincia di Prato, nonostante 4 settimane di zona rossa, hanno una presenza di casi positivi ancora troppo alta".

A ieri i posti letto occupati dai malati Covid in terapia intensiva negli ospedali toscani erano il 41%, ben oltre la soglia del 30% fissata dal Ministero (in Italia la media è 32%). Per quanto riguarda i reparti Covid ordinari la soglia fissata dal Ministero è il 40%, in Toscana siamo al 29% e in Italia al 32%: "Se è vero che l’indicatore dell’ospedalizzazione può rappresentare un dato più robusto sull’andamento dell’epidemia, perché non influenzato dalle politiche di esecuzione dei tamponi che possono portare ad un maggiore o minore emersione di casi del tutto asintomatici, la situazione nella quale ci troviamo non ci consente ancora di considerare l’attuale ondata come esaurita".

Da questi dati nasce il sospetto di Ars che queste aperture siano premature: "Queste ultime considerazioni - hanno sottolineato da Ars - ci fanno ritenere che le aperture previste per il 26 Aprile siano un po’ troppo anticipate rispetto al momento epidemico ed al carico sanitario che sta vivendo la nostra regione: aver potuto contare ancora su di un mese per aumentare la copertura vaccinale ed andare incontro alle temperature più alte (che sappiamo essere un aiuto rispetto al virus), ci avrebbe permesso di affacciarci al periodo estivo senza alcuna paura di introdurre nuovamente limitazioni e misure di contenimento del contagio. Questo non sappiamo se potrà essere garantito con le aperture di molte altre attività e con il ritorno a scuola, perché abbiamo imparato che il virus si muove con le nostre gambe"

Memori dell'estate 2020 (molte persone partirono per le vacanze senza virus e tornarono contagiate) da Ars hanno espresso forti preoccupazioni per gli spostamenti all'estero: "Ci aspettavamo che il decreto prendesse decisamente in considerazione non solo la questione della circolazione delle persone all’interno del paese (con il cosiddetto green pass), ma soprattutto decisioni chiare sul movimento con l’estero, che è stato un serio problema la scorsa estate dal punto di vista epidemico e che potrebbe agevolare l’arrivo nel nostro paese di varianti del virus, conosciute o totalmente nuove, mettendo così in pericolo il lavoro fatto con le vaccinazioni".

Da Ars hanno ipotizzato un possibile scenario quando la popolazione over 60 sarà coperta dai vaccini anti-covid: "La sfida che ci aspetta nel medio e lungo periodo, quando grazie alla campagna vaccinale il rischio di contagio sarà auspicabilmente confinato nella popolazione under 60, è dirigere la nostra accresciuta capacità di testing sulle attività scolastiche e lavorative e di comunità, per poter “spegnere” eventuali focolai che si potranno presentare, mentre la campagna di vaccinazione si sposterà su queste fasce di popolazione. Ci aspettiamo, quindi, che l'Istituto superiore di sanità e il Comitato tecnico-scientifico mettano a disposizione protocolli di tracciamento efficaci sulle popolazioni di comunità, protocolli per il tracciamento delle nuove varianti (mancano informazioni basate su un campione più vasto di sequenziamenti) ed una revisione del sistema di colorazione delle zone, che, come abbiamo visto, in presenza di un livello omogeneo di contagio tra le regioni, non sembra aver funzionato pienamente".

Riguardo agli effetti della campagna vaccinale anti-covid: "L’età media dei deceduti da Ottobre a oggi si è progressivamente ridotta nella nostra regione: dagli 84 anni medi dello scorso Ottobre, agli 80 anni di marzo e aprile. La causa è da ricondursi plausibilmente alla campagna di vaccinazione nelle rsa e in generale tra gli over 90 e gli over 80, che ha ridotto la mortalità in queste fasce d’età e, di conseguenza, il totale dei decessi osservati e il peso della popolazione anziana tra i deceduti".

Risultati più concreti, in termini di meno ricoveri e meno decessi, si potranno vedere a breve, grazie alla copertura vaccinale pressoché totale degli over 80: "I primi effetti della campagna di vaccinazione in questa fascia d’età cominciano a manifestarsi, anche se sarà necessario attendere almeno la fine del mese di Maggio perché l’impatto cominci ad essere evidente sui numeri complessivi".

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