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Attualità venerdì 19 marzo 2021 ore 18:35

Messaggio d'amore: "Dentro la tuta ci sono io!"

Lo ha scritto una moglie al marito ricoverato col Covid in ospedale perchè lui non la riconosceva bardata con la tuta e le protezioni



AREZZO — Il momento di struggente romanticismo tra moglie e marito succede in un luogo insolito, nel reparto Covid dell'ospedale San Donato. Entrambi 52enni, si erano ammalati insieme ma con risposta diversa: Patrizia in forma lieve, Sergio più seriamente.

Così la prima è rimasta a casa in isolamento, mentre il secondo è entrato in terapia intensiva il 15 Febbraio; il calvario durato due settimane si addolcisce ieri, al quindicesimo giorno, quando finalmente hanno spostato Sergio nelle cure intermedie permettendo a Patrizia, ormai guarita, di andarlo a trovare. Dirigendosi verso il marito bardata di tuta e di altri dispositivi di precauzione, la donna non avrebbe mai immaginato che l'incontro potesse andare in quel modo: 

"Quando l'ho visto sul letto ho avuto la conferma di quanto fragili e deboli si sia durante la malattia. Soprattutto se si tagliano tutti i fili con la famiglia e gli amici. Se poi il contatto visivo avviene attraverso camici, visiera, doppia mascherina si rischia addirittura di non riconoscersi anche dopo 30 anni di matrimonio" ha raccontato. 

Così è stato, dato che, dai soli occhi e dalla voce, Sergio non era riuscito a riconoscerla.

"Medici e infermieri sono angeli - spiega Patrizia - Ma agli occhi di chi è disteso sul letto, con il viso coperto dalla maschera del respiratore sono come tanti piccoli soldatini anonimi. Non sono riconoscibili".

Ma vedere il marito da dietro il casco ha sprigionato nella moglie una reazione istintiva: Patrizia ha subito chiesto ai medici di poter stampare una foto su cui scrivere "Dentro la tuta ci sono io!"; una volta confezionato il tesserino, si è ripresentata dal marito per confortarlo; e lui, ancora un po' incerto su chi ci fosse davvero dentro quella tuta, non ha però avuto dubbi sulla foto e si è messo ad accarezzarla, sciolto di commozione.

Alberto Generini
© Riproduzione riservata

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