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Attualità venerdì 17 giugno 2022 ore 12:36

Endoscopia contro i calcoli al pacreas, prima volta in Toscana

Il dispositivo prima del montaggio sullo strumento
Il dispositivo prima del montaggio sullo strumento

Un coledocoscopio di dimensioni millimetriche è stato utilizzato con successo per liberare un 89enne da numerosi calcoli e, quindi, dalle coliche



FIRENZE — L'endoscopia contro i calcoli al pancreas, con un coleidoscopio di dimensioni millimetriche impiegato con successo all'ospedale fiorentino di San Giovanni di Dio a Torregalli per liberare un paziente 89enne dalle coliche che lo affliggevano per via, appunto, dei numerosi calcoli presenti nella ghiandola.

La tecnica è innovativa, impiegata per la prima volta in Toscana e in pochi altri casi in Italia. L'anziano paziente era affetto da una calcolosi massiva pancreatica e soffriva di coliche importanti da ostruzione causate dalla presenza di numerosi calcoli, almeno 3 di dimensioni superiori al centimetro, all’interno della via pancreatica. 

Operato dall’équipe di Andrea Nucci, direttore della Gastroenterologia ed Endoscopia della Ausl Toscana centro, il paziente è stato dimesso dopo tre giorni. Per il trattamento della calcolosi pancreatica, la litotrissia extracorporea a onde d’urto sotto guida Tac è una pratica clinica comunemente utilizzata. Nel caso in questione però è stata eseguita tramite il coledocoscopio, che ha consentito la visione diretta e la possibilità di sprigionare le onde d’urto con una fibra di un millimetro, inserita nello strumento, direttamente e solo sui calcoli e non sulle pareti dei dotti, così da ridurre gli effetti lesivi. 

Il coleidoscopio è uno strumento endoscopico monouso delle dimensioni di 3,3 millimetri. Viene introdotto nel canale operativo del duodenoscopio, quindi guidato nella via biliare o nel Wirsung, il dotto pancreatico principale come in questo caso. Tramite la visione diretta, consente sia di fare biopsie mirate andando a esplorare dove si ritiene più opportuno, sia la distruzione in frammenti dei calcoli attraverso l’invio di onde d’urto. Lo stesso operatore guida i due strumenti contemporaneamente.

“Abbiamo portato i nostri occhi dentro questo piccolissimo canale che è il Wirsung", ha spiegato Nucci. Al paziente è stato posizionato uno stent di sicurezza, rimosso dopo due settimane. E sta finalmente bene, senza le abituali coliche.


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