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Attualità sabato 30 gennaio 2021 ore 15:00

Con il Covid più violenza familiare e meno reati

Molti i temi trattati nell'apertura dell'anno giudiziario 2021 dove è emerso anche un preoccupante aumento delle violenze domestiche



FIRENZE — Rischio sempre più ampio di infiltrazioni mafiose per la crisi portata dall'epidemia di coronavirus, aumentano le violenze domestiche anche nei confronti dei bambini non solo delle donne, sempre meno i processi istruiti e si dilatano i tempi della giustizia. Sono alcuni dati emersi durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2021 alla corte d’appello di Firenze. 

Piaghe che affliggono la Toscana al tempo del Covid secondo il procuratore generale di Firenze Marcello Viola che è intervenuto all'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Il procuratore generale di Firenze ha evidenziato che con la pandemia sono diminuiti i reati in generale ma sono cresciuti quelli relativi
ai maltrattamenti in famiglia, a causa dell'esasperazioni di alcune situazioni a causa del lockdown. 

A diminuire soprattutto i reati predatori nel primo semestre del 2020, in diretta conseguenza delle limitazioni agli spostamenti imposte
dal lockdown, riguarda soprattutto i reati predatori, in particolare rapine e furti in appartamento. 

"Per le stesse ragioni - precisa Marcello Viola - evidentemente non è un caso che siano sensibilmente aumentate le iscrizioni per i fatti di violenza intrafamiliare e, in particolare, per il delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi passate da 2.541 a 2.816, con un rialzo percentuale pari a quasi il 11%, in conseguenza dell'adozione delle misure anti Covid-19 che hanno però costretto dentro le mura domestiche, luogo di più frequente consumazione di siffatti delitti, vittime e carnefici, creando un regime di convivenza forzata, di isolamento e di illecito controllo".

Durante l'intervento il procuratore generale di Firenze ha voluto sottolineare il rischio del welfare mafioso: "In assenza di adeguate misure di sostegno e della tutela proveniente dalla disponibilità di capitali legali, è facile prevedere, soprattutto nelle fasce sociali e popolari più disagiate e più aggredite dalla crisi, l'inevitabile consegnarsi a forme di welfare mafioso come l'usura".

"Le numerose indagini - ha affermato il Pg di Firenze, Marcello Viola - hanno disvelato l'esistenza di meccanismi di infiltrazione delle diverse mafie, altrettanto pervasive del virus, nei circuiti dell'economia legale e nel tessuto dell'economia locale, con molteplici e
diversificati investimenti, dall'accaparramento di lavori pubblici e privati, al settore immobiliare, a quello del turismo, all'acquisizione o alla gestione di pubblici esercizi, specie di ristorazione o intrattenimento".

"I clan - ha proseguito - cercano di sfruttare la crisi e l'emergenza da coronavirus, che è anche emergenza economica e sociale, per infiltrarsi ulteriormente nel tessuto economico delle Regioni, tra le quali a forte rischio di inquinamento è da ritenersi pure la Toscana, per l'importanza e le dimensioni del suo apparato economico e produttivo".

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