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Attualità lunedì 27 aprile 2020 ore 19:55

Fase 2, rivolta di commercio e pubblici esercizi

Baristi, parrucchieri ed estetisti dovranno aspettare ancora un mese per riaprire. Confcommercio Toscana durissima con il Governo: "Pronti a reagire"



FIRENZE — Il mondo del commercio e dei pubblici esercizi non ha preso per niente bene la scansione temporale della Fase 2 prevista dal nuovo decreto firmato ieri sera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e annuncia battaglia. Con una nota durissima, Confcommercio Toscana ha attaccato piano progressivo di riaperture disposto dal Governo che inizierà dal 4 maggio (già da oggi, a dire il vero, per le aziende vocate all'export che hanno potuto riaprire i battenti): il commercio al dettaglio potrà riaprire dal 18 maggio mentre baristi, ristoratori, agenti di viaggio, parrucchieri, estetisti, solo per citare una parte delle categorie rappresentate da Confcommercio, però, dovrà aspettare il 1 giugno per poter ripartire. 

Un'attesa che l'associazione non è disposta a tollerare, hanno spiegato il presidente Anna Lapini e il direttore regionale Franco Marinoni che hanno definito il discorso del premier Conte "approssimativo e confuso, per nulla rassicurante". 

“Sconcerto e dolore. Queste sono le uniche emozioni che provo dopo una intera notte insonne”, prosegue la presidente di ConfcommercioToscana Anna Lapini, “in questi due mesi abbiamo fatto la nostra parte con responsabilità, come era giusto e doveroso, abbiamo stretto la cinghia sforzandoci di riporre fiducia in una classe dirigente che, a dire il vero, ormai da molti anni mostra purtroppo tutte le sue inadeguatezze, che la pandemia non ha fatto altro che portare alla luce. Ora però la misura è davvero colma: con il discorso di ieri sera Conte ha messo un’altra volta all’angolo il mondo delle imprese, rinviando ancora una volta la ripartenza ma soprattutto, ed è quello che più ci preoccupa, senza illustrare piani concreti di sostegno e di modulazione del futuro prossimo. Le nostre imprese sono allo stremo e non hanno più margini per navigare a vista come ci viene richiesto”.

“Dietro il paravento delle norme di sicurezza anti-contagio questa classe politica pare nascondere l’incapacità di assumersi responsabilità nei confronti del Paese e l’incapacità a progettare una vera ripresa - ha aggiunto - il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni - Tutti gli imprenditori si aspettavano di riaprire i battenti dal 4 maggio. Certo, con molte prescrizioni e molti veti, ma almeno cominciando a prendere dimestichezza con la situazione che si presenterà da qui ai mesi a venire, fino a che non finirà l’epidemia. Invece sono state liquidate un’altra volta, come contassero poco o nulla, quando è chiaro a tutti che il Paese si regge su di loro. E quello che più sconcerta è che gli interventi di sostegno al sistema economico restano poco più che proclami, incapaci di incidere nella realtà delle cose. Credito a fondo perduto, moratoria fiscale e su tutti i pagamenti, sostegno al reddito: di questo ha bisogno l’Italia. Ma anche di progetti seri per la ripartenza”.

Posto che la salute deve essere "la prima preoccupazione di tutti", "i commercianti, i baristi, i ristoratori, gli agenti di viaggio, quelli immobiliari e di commercio, i tour operator, gli albergatori, le guide turistiche, i parrucchieri, le estetiste e tanti altri imprenditori, insieme ai loro collaboratori e alle loro famiglie non sono più disposti a sopportarlo. Si chiede al mondo delle piccole imprese un sacrificio troppo grande senza dare in cambio misure concrete compensative”, ha detto ancora Lapini. 

Non ci condannerete al fallimento trovandoci inermi”, è la conclusione della presidente di Confcommercio Toscana, “siamo pronti a reagire con la forza della disperazione, con la forza del nostro orgoglio, con la forza della nostra onestà, lealtà, determinazione, passione e desiderio di ricominciare per il benessere della nostra collettività”.

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