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Attualità venerdì 13 maggio 2022 ore 10:30

Fauna selvatica, ecco le nuove regole in arrivo

L'approvazione del regolamento è prevista per fine Maggio. Ascoltati in Consiglio regionale rappresentanti di ambientalisti, agricoltori e cacciatori



FIRENZE — I rappresentanti del mondo dell’agricoltura, dell’ambiente, della caccia e degli Atc sono intervenuti in commissione Sviluppo economico e rurale sul nuovo regolamento di attuazione sulle “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”.

La presidente Bugetti ha precisato che “le audizioni e le consultazioni servono per un confronto costante al fine di migliorare il regolamento” e “la commissione è il luogo dove si ascoltano i soggetti interessati per dare un indirizzo legislativo il più possibile completo”. Bugetti ha, infine, assicurato entro fine Maggio l’approvazione del regolamento e la priorità del piano faunistico.

Le novità più importanti del regolamento riguardano, in particolare, la disciplina di specifiche norme tecniche anche riferite alla gestione finanziaria degli Atc e l’ammissione dei cacciatori aventi residenza anagrafica e venatoria in Toscana. Si parla poi di rafforzare il controllo regionale su istituti pubblici e privati prevedendo l’istituzione di una commissione tecnica per la verifica della gestione e specificando i casi di non raggiungimento degli obiettivi che comportano la revoca. Si vuole, inoltre, migliorare dal punto di vista qualitativo la selvaggina destinata alle immissioni sul territorio regionale e la gestione del numero di appostamenti fissi autorizzabili sul territorio regionale e semplificarne la disciplina e la gestione. Si cerca, inoltre, di rendere più efficace la gestione faunistica venatoria degli ungulati e di semplificare le procedure gestionali anche dal punto di vista dell’informatizzazione delle procedure. L’esperienza applicativa maturata in questi anni in cui la Regione ha svolto le funzioni amministrative in materia di gestione faunistico venatoria e le modifiche della legge regionale 3 del 1994 introdotte con la legge regionale 61 del 2020 hanno reso necessario intervenire nella materia per approvare un nuovo regolamento.

La voce emersa da molti interventi riguarda la necessità di accelerare l’approvazione del piano faunistico venatorio regionale. In rappresentanza degli agricoltori hanno parlato Simone Ciuffi di Confagricoltura toscana, Valentino Berni di Cia toscana, Fabrizio Filippi presidente di Coldiretti toscana.

Berni ha messo in evidenza le disparità nel rispetto delle normative da parte degli Atc, disparità che creano danni economici alle aziende e danno risposte scarse per i danni e la necessità di una gestione uniforme di tutti gli Atc. Ciuffi ha ribadito che per gli interventi di controllo si stabilisca che il proprietario o il conduttore senza titoli venatori possa delegare per gli interventi fondamentali e la necessità di sostituire la parola “indennizzi agli agricoltori” con “risarcimenti.” Filippi ha sottolineato che occorre ridefinire in modo chiaro la distinzione tra aree vocate e non, e di conseguenza attuare tutti gli strumenti per rendere efficaci i controlli e che sul controllo non basta affidare tutto alla caccia di selezione.

Per le associazioni ambientalistiche è intervenuta Gabriella Costa di ProNatura toscana che ha ribadito la necessità di controllo degli illeciti aumentati anche in seguito alla cancellazione del corpo forestale, chiedendo controlli anche da parte degli stessi cacciatori sui bracconaggi o sul foraggiamento al cinghiale.

Dalla parte dei cacciatori, in rappresentanza di Libera caccia, Enalcaccia e Arci caccia, ha parlato Eugenio Contemori, presidente di Enalcaccia toscana che nel merito del regolamento chiede alcune variazioni, come ad esempio la possibilità di seguire in video conferenza le riunioni degli Atc oppure di specificare che la percentuale dei proventi derivati dalle quote versate dai cacciatori, servono per la gestione faunistica vera e propria e per i miglioramenti ambientali. Infine, si chiede di fare obbligo agli Atc di informare e consultarsi e di indire periodicamente riunioni pubbliche in cui presentare bilanci e risultati.

Sull’ammissione dei cacciatori da altre Regioni si chiede che ci sia la parità di condizioni e di trattamento con i cacciatori che hanno residenza in Toscana mentre sulle zone di ripopolamento e cattura, istituite per una buona gestione, Contemori ribadisce che “se ce ne fossero alcune che ricadono nelle aree vocate al cinghiale vanno tolte perché certe specie invasive come gli ungulati non ci devono stare”. Infine, si chiede l’istituzione dei comitati di gestione anche per le zone di rispetto venatorio come ci sono per le zone di ripopolamento e cattura.

Alessandro Fulcheris per Libera caccia ha sottolineato la necessità di eliminare la dizione “da appostamento” che ferma e costringe il cacciatore a stare fermo, senza muoversi e propone sanzioni aggiuntive per chi non rispetta le norme. Per Arci caccia Luca Gironi e Paolo Malquori hanno chiesto di aumentare la possibilità di confronto e trasparenza nella gestione unitaria degli Atc e di reintrodurre il tetto massimo di spesa per le consulenze esterne per gli Atc. Dire che gli Atc si approvvigionano di fauna selvatica presso i centri pubblici di riproduzione di fauna selvatica allo stato naturale, secondo Paolo Banfi presidente regionale dell’ente produzione selvaggina, va in contrasto con la libera imprenditoria poiché in questo modo si privilegiano i centri pubblici a discapito di allevatori privati. Inoltre, secondo Banfi non si tratta di centri per la riproduzione allo stato naturale ma di veri allevamenti. Nel suo intervento ricorda poi, che si parla di una commissione di valutazione degli istituti faunistici sia pubblici che privati ma della quale non conosciamo né la composizione né le funzioni e che non è nemmeno prevista nella legge.

Per gli Atc ha parlato Roberto Vivarelli, responsabile del coordinamento dei 15 Ambiti toscani, ricordando che da circa un anno gli Atc, con funzione di raccordo e consultazione con la Regione, stanno seguendo il lavoro di revisione del regolamento e degli incontri preparatori. Vivarelli ha ribadito come sia ritenuto un elemento importante di novità e positivo l’attenzione della Regione nei confronti degli Atc, con l’affidamento di compiti di presidio e sorveglianza sul territorio. Riguardo alla gestione delle risorse finanziarie e per le spese per il funzionamento, con la nuova formulazione nel regolamento, secondo Vivarelli, si consente all’Atc di prendere decisioni e di snellire una serie di elementi per una migliore gestione e si rimarcano sia l’autonomia gestionale che la responsabilizzazione. Una riflessione, poi, sulla caccia al cinghiale nelle aree vocate gestite dagli Atc con la problematicità che questa specie crea al mondo agricolo, si puntualizza l’autonomia gestionale degli atc che se ritengono necessario possono aumentare il numero dei componenti della squadra braccata. Per Federcaccia Marco Salvadori ha ribadito da un lato il forte ritardo nell’approvazione del regolamento, attuativo alla modifica di legge del luglio 2020 ma dall’altro il parere positivo al regolamento “che qualifica le normative regionali sulla caccia” e le cui novità potranno essere utili anche per le revisioni nazionali. Salvadori ha espresso condivisione per gli aspetti legati alla gestione degli ungulati e giudizio positivo sull’autonomia degli Atc. Da migliorare, invece l’interscambio dei cacciatori tra le regioni, da potenziare i centri pubblici selvaggina e le commissioni di gestione e da sollecitare l’emanazione del piano faunistico venatorio regionale.


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