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​I rifiuti speciali in Toscana dal 2014 al 2019

10 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, di cui meno di 500mila “pericolosi” prodotti nel 2019, rispetto a 1.600.000 di rifiuti urbani.



FIRENZE — ISPRA ha presentato il proprio consueto rapporto sui rifiuti speciali con i dati aggiornati al 2019, rendendoli al contempo disponibili in formato aperto sul sito https://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it/.

In Toscana nel 2019 sono stati prodotti 10 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (di cui meno di 500mila di rifiuti speciali pericolosi) rispetto – nello stesso periodo - alla produzione di 1.600.000 tonnellate di rifiuti urbani. Se consideriamo che il dibattito pubblico sul tema rifiuti è quasi esclusivamente concentrato sul tema dello smaltimento dei rifiuti urbani, viene da chiedersi come mai questa scarsa attenzione a questa altra dimensione, che è di sei volte più grande dell'altra.

Fra il 2014 e il 2019 in Toscana la produzione di rifiuti speciali è sostanzialmente stabile, a differenza di quanto avvenuto a livello nazionale, dove si è registrato un incremento di quasi il 20%, da 129 milioni di tonnellate a 154. Rispetto alle altre regioni, per la produzione di rifiuti speciali, la Toscana si colloca dietro le regioni industriali del nord (Lombardia, Vento, Emilia-Romagna e Piemonte), ma anche dopo Puglia e Lazio.

Esaminando i dati relativi ai rifiuti speciali non pericolosi prodotti in maggior quantità (maggiore di 250mila tonnellate) vediamo che la "parte del leone" è costituita dai "Rifiuti delle attività di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati)" che da soli sono (nel 2019) sono oltre 4 milioni di tonnellate, quasi la metà (circa il 44%) del totale dei rifiuti speciali non pericolosi. Seguito a distanza dai "Rifiuti prodotti da impianti di gestione dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell'acqua e dalla sua preparazione per uso industriale" con il 33% e poco più di 3 milioni di tonnellate. Tutte le altre tipologie sono sotto il 5%.

Per quanto riguarda invece i rifiuti speciali pericolosi, esaminando la situazione per quelli con una produzione maggiore di 25mila tonnellate, vediamo che il maggior quantitativo, quasi 150mila, è relativo ai " Rifiuti prodotti da impianti di gestione dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell'acqua e dalla sua preparazione per uso industriale", che costituiscono quasi un terzo del totale dei rifiuti pericolosi.

Vedi anche https://ambientenonsolo.com


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