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Attualità lunedì 12 settembre 2016 ore 14:34

Trasporto sociale, pronte le nuove regole

Cesvot, Anci e Regione hanno presentato le linee guida che uniformano il servizio su tutto il territorio in assenza di una specifica legge regionale



FIRENZE — Il documento presentato insieme a Anpas, Auser, Misericordie e Iris permetterà di identificare sia la platea dei destinatari del trasporto sociale sia le modalità di contribuzione del servizio. Stesse regole su tutto il territorio regionale: questo il senso delle nuove linee guida. 

Il trasporto sociale permette ogni giorno a chi non può muoversi autonomamente di recarsi negli ospedali, nei centri diurni, nelle case famiglia e in generale in tutti i presidi socio sanitari della Toscana. In termini numerici, si tratta di oltre 570mila servizi all'anno, con il coinvolgimento di migliaia di operatori e utenti in una galassia di associazioni di volontariato. 

Gli enti coinvolti nel trasporto sociale operano in modo stabile nell'88 per cento delle zone sociosanitarie toscane e nel 66 per cento dei casi lo fa sotto la regia di Asl, Società della Salute e Comuni. Il 13 per cento degli utenti sono anziani e disabili non autosufficienti, il 60 per cento sono anziani sia autosufficienti che non e il 27 per cento sono anziani in grado di badare a se stessi.

"Il trasporto sociale costituisce un servizio fondamentale di facilitazione della mobilità di tutte quelle persone che non sono in grado di muoversi in modo autonomo - ha spiegato Federico Gelli, presidente di Cesvot Toscana - esso presenta, però, un elevato grado di eterogeneità delle prestazioni. Poiché non esiste una legge nazionale o regionale Cesvot, insieme a Regione Toscana, ad Anci ed alle principali reti del volontariato, ha realizzato il documento individuando così possibili standard di processo e di gestione del servizio”.

Per il presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni, "soprattutto in un momento in cui è necessario porre la massima attenzione alla tenuta del sistema di welfare in termini di sostenibilità, ma anche di equità e pari opportunità nell’accesso, Anci ha condiviso fin da subito il percorso condotto da Cesvot con l’obiettivo di costruire insieme alle associazioni, principale riferimento per il servizio, una modalità univoca di gestione e un riferimento che consentisse ai Comuni di progettare al meglio il trasporto sociale sul territorio”.

Sulle linee guida è intervenuta anche l'assessore regionale alla salute Stefania Saccardi: "Il trasporto sociale costituisce una importante realtà e peculiarità della Regione Toscana che si inserisce in una rete di servizi in continuità, anche con quelli di cura e riabilitazione e per la disabilità. Un patrimonio culturale capillarmente diffuso che la Regione Toscana intende tutelare e sviluppare”.

SERVIZIO - IL TRASPORTO SOCIALE TOSCANO SI DA' NUOVE REGOLE


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