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Attualità martedì 24 novembre 2020 ore 19:20

In Toscana cinque donne assassinate in un anno

I dati dell'ultimo rapporto sulla violenza di genere in Toscana, realizzato dall'Osservatorio regionale. Nel lockdown aumentate le chiamate di aiuto



FIRENZE — Il 25 Novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata contro la violenza sulle donne. Secondo l'ultimo rapporto sulla violenza di genere in Toscana nel 2019 sono state 5 le donne vittime di femminicidio, tre avevano meno di 60 anni e due più di 70. Mentre sono state uccise 117 donne dal 2006 al 2019, nella maggior parte dei casi ad uccidere una donna è il partner, o l'ex, un conoscente, in alcuni casi anche un figlio. Il dato sui femminicidi in Toscana è in aumento rispetto al 2018 quando furono 4, ma in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Per quanto riguarda i 117 femminicidi registrati dal 2006 al 2017 il 74% si tratta di donne italiane e il 26% di donne straniere.

In Italia, sempre lo scorso anno, sono state 87 le donne assassinate, e 30 di queste erano straniere.

Questi numeri sono solo la punta dell'iceberg sviscerato dal dodicesimo rapporto sulla violenza di genere della Regione Toscana presentato a Firenze nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne e realizzato sulla base dei dati raccolti dall'Osservatorio sociale regionale.

Quest'anno è stato anche stilato all'interno del rapporto un focus con alcuni dati esaminati durante il primo lockdown, dati relativi ai Centri antiviolenza in Toscana. Durante questo periodo c'è stato un calo di nuove donne che si sono rivolte ai centri e un calo delle denunce per maltrattamenti. 

Ad aumentare sono state, invece, le chiamate al 1522 (numero nazionale anti violenza e stalking) anche se, secondo i dati dei Centri, a queste non è corrisposto poi un aumento sensibile dei nuovi contatti. 

Questa situazione è confermata anche da un'indagine nazionale fatta dall'Istat sulle chiamate al 1522: dal 1 al 22 Marzo si registra un calo delle denunce per maltrattamento in famiglia del 43,6%, ma dall'altro, considerando anche le prime settimane di Aprile, un sensibile aumento delle chiamate per violenza domestica (+73% sul 2019), verificatosi soprattutto dopo il 22 marzo.

Tornando alla Toscana, il numero di donne che si è rivolto a un centro antiviolenza nei primi cinque mesi del 2020 non si discosta di molto dall'anno precedente: 2.551 da gennaio a maggio 2019, 2.511 quelle del 2020. 

Il mese con il minor numero di donne che si sono rivolte ad un Centro antiviolenza è marzo, con 283 donne. Durante il periodo del lockdown, nessun centro antiviolenza della Toscana ha interrotto i propri servizi.

Per quanto riguarda le case rifugio, le donne ospitate nei primi cinque mesi del 2020 è leggermente inferiore a quello del 2019: si è passati da 35 a 30 donne accolte, di cui 10 nel mese di gennaio.

"Il rapporto presentato oggi  è uno strumento prezioso perché monitorare la violenza di genere è ancora oggi un compito difficile, dato che si tratta di un fenomeno ampiamente sommerso e per la tendenza al silenzio, ma anche per la difficoltà nella raccolta e nell'omogeneizzazione dei dati - ha spiegato l'assessore regionale al sociale Serena Spinelli - Conoscere il fenomeno è essenziale per far emergere la violenza dall’invisibilità e strutturare modalità di intervento che mirino a raccogliere tempestivamente le richieste di aiuto, a proteggere le vittime e a intervenire nei confronti degli autori delle violenze. Così come serve continuare a lavorare per il cambiamento sociale, con una costante attività di prevenzione, di educazione verso le giovani generazioni, di lotta alle discriminazioni di genere, per contrastare la violenza alla radice. Lottiamo per far emergere e contrastare la violenza fisica, la più brutale, ma non dobbiamo trascurare la violenza psicologica, le molestie, le discriminazioni subite sul lavoro e nella società, che sono striscianti e diffuse. Dobbiamo lavorare ancora molto perché ogni donna possa scegliere davvero liberamente la propria vita, il proprio ruolo nella società, a seconda delle proprie aspirazioni e capacità. In Toscana si può trovare assistenza e protezione nella Rete regionale del Codice Rosa, nei servizi territoriali, nei centri antiviolenza e nelle case rifugio; la nostra Regione ha una normativa ed un sistema di supporto contro la violenza di genere tra i più evoluti e radicati in Italia e vogliamo continuare su questa strada, rafforzare ulteriormente la nostra rete, armonizzando gli strumenti, per integrare i diversi livelli di operatività e le diverse azioni: sicurezza, accoglienza, prevenzione, educazione, cultura. L’obiettivo è contrastare la violenza e fornire ogni strumento possibile per uscirne, mettendo le donne e la loro libertà di scelta al centro delle nostre azioni”.

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