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Attualità sabato 09 gennaio 2021 ore 13:00

La pandemia non ferma gli investimenti in Toscana

Firenze intercetta quasi la metà delle operazioni, il 48 per cento per la precisione, dopo ci sono Pisa (14%), Arezzo (9%) e Siena (7%)



FIRENZE — Il 2020 in Toscana si è chiuso con 69 investimenti per un valore complessivo di circa 1,4 miliardi di euro, in parti uguali fra italiani ed esteri:
lo annuncia la Regione secondo cui il dato potrebbe essere sottostimato. Nell'anno della pandemia anche se le misure restrittive hanno ridotto gli scambi commerciali mondiali e dunque rallentato gli ingranaggi dell’economia, la Toscana resta tra le cinque regioni dove si investe di più.

Nel 2020 è Firenze che intercetta quasi la metà delle operazioni, il 48 per cento per la precisione. Dopo ci sono Pisa (14%), Arezzo (9%) e Siena (7%). Spicca decisamente il mondo della moda, con diciassette operazioni. 

Qualche esempio: il marchio Balenciaga ha annunciato la realizzazione a Cerreto Guidi di un nuovo stabilimento, Furla ha quasi completato il suo nuovo investimento a Barberino Tavarnelle, Fendi ha iniziato i lavori a Bagno a Ripoli (dove rafforzerà la propria presenza), Yves Saint Laurent sta investendo a Scandicci.

Dopo la moda ci sono il turismo e il real estate privato, che chiudono l’anno con sette operazioni a testa: dall’espansione di Villa Saletta, tanto per citare alcuni casi, alla vendita dell’ex clinica Santa Chiara a Firenze per la realizzazione di uno studentato, dalla concessione per cinque anni del complesso, sempre a Firenze, di Sant’Orsola fino all’avvio dei lavori per la realizzazione a Pomaia del più grande monastero buddista d’Europa. Importante è stato anche il contributo della farmaceutica: un esempio su tutti è il nuovo stabilimento della Menarini nell’area ex Longinotti a Firenze. Ma altrettanto importanti sul fronte straniero le espansioni di GSK a Siena e Takeda a Pisa. E poi, non meno rilevante, c’è stato il rilancio della Magona a Piombino da parte del gruppo Liberty Steel.

Tra gli investimenti stranieri la bandiera predominante è stata nel 2020 quella francese (con dieci operazioni) seguita dal Regno Unito (con sette). L’anno appena chiuso si è contraddistinto inoltre, sul fronte “Italia verso Toscana”, per un aumento delle operazioni di ‘private equity’, ovvero di fondi azionari privati: sono state tantissime, hanno riguardato per lo più progetti di aggregazioni di medie imprese (di nuovo, principalmente, nel comparto moda) e non appaiono come tesi ad una mera resa finanziaria.

Certo la contrazione degli investimenti complessivi nel 2020 c’è stata ed è innegabile. Per alcuni aspetti si tratta di un vero e proprio dimezzamento. Gli anni record toscani rimangono il il 2019 (108 operazioni per circa due miliardi e 800 milioni di euro di investimenti, il 44 per cento esteri) e il 2016 (67 investimenti, sempre per 2,8 miliardi).

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