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Attualità martedì 14 luglio 2020 ore 17:25

La Toscana ha un nuova legge sul terzo settore

Il Consiglio regionale l'ha approvata a maggioranza. Obiettivo prioritario: il sostegno e la promozione degli enti del terzo settore



FIRENZE — Promuovere e sostenere gli Enti del Terzo settore e le altre formazioni sociali, attraverso il loro coinvolgimento attivo nell’esercizio delle funzioni regionali di programmazione, indirizzo e coordinamento e nella realizzazione di specifici progetti di servizio o di intervento finalizzati a soddisfare bisogni della comunità regionale. 

Sono queste le finalità della legge appena approvata a maggioranza dal Consiglio regionale toscano dopo l'illustrazione in aula del presidente della commissione sanità, Stefano Scaramelli (Italia Viva).

"Gli enti del terzo settore, di fatto, vengono parificati agli enti pubblici, esaltando i principi di solidarietà e sussidiarietà" ha spiegato Scaramelli.

Attraverso la legge si intende rendere sistematica, disciplinandone l'ambito di applicazione e le modalità operative, la collaborazione tra Pubbliche Amministrazioni e enti del Terzo settore, prevedendone la regolamentazione con specifico riferimento agli istituti della co-programmazione e della co-progettazione. L'obiettivo è quello di sostenere le attività degli Enti del Terzo settore, promuovendo lo sviluppo e il consolidamento della rappresentanza di settore e valorizzando il ruolo di questi soggetti come agenti attivi di sviluppo e coesione sociale delle comunità locali. 

La norma disciplina anche l'istituzione, il funzionamento e i compiti della Consulta regionale del Terzo settore quale organo preposto a esprimere pareri e formulare proposte alla Giunta regionale e a promuovere, in accordo con quest'ultima, occasioni di confronto e consultazione, anche su specifiche tematiche. Al Consiglio regionale si riconosce un ruolo non solo di controllo ma anche di indirizzo. 

La legge prevede anche che le pubbliche amministrazioni possano stabilire diverse agevolazioni per il terzo settore, come la concessione per un massimo di trenta anni di beni mobili e immobili, l’utilizzazione non onerosa di beni per lo svolgimento di iniziative temporanee, per attività di interesse generale e forme speciali di partenariato.

"E' stato rafforzato anche il principio delle tutele e del sostegno al mondo del volontariato organizzato, senza tuttavia voler scoraggiare le iniziative spontanee individuali - ha aggiunto Scaramelli - Ma l'esercizio collettivo di mettersi a disposizione degli altri è, secondo noi, un elemento fondante e costitutivo dell'idea di volontariato che abbiamo in testa".

“É una notizia straordinaria, abbiamo anticipato il dibattito nazionale approvando una legge che permetterà alla nostra regione di attuare un sistema all'avanguardia di stretta collaborazione fra pubblico e terzo settore - ha commentato il presidente del Cesvot Federico Gelli - Si chiude un percorso articolato avviato un anno e mezzo fa che non può che renderci orgogliosi di questo risultato.”

“Si tratta di fatto di un riconoscimento normativo che arriva dopo una lunga serie di esperienze positive costruite nel corso degli anni in Toscana che hanno visto il Terzo settore un alleato fondamentale delle amministrazioni pubbliche nella costruzione di risposte immediate e concrete ai bisogni della comunità” ha detto ancora Gelli.

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