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Attualità giovedì 15 giugno 2023 ore 19:20

Maltempo, a rischio un quarto del raccolto di cereali

trebbiatura

Rovesci e temporali si sono abbattuti sulla Toscana tagliando le stime di produzione. Mancato profitto per gli agricoltori fino a 150 milioni di euro



FIRENZE — Il maltempo taglia un quarto del raccolto di cereali fra grano duro e tenero, orzo, favino e avena rischiando di generare mancati profitti per gli imprenditori agricoli fino a 150 milioni di euro: l'allarme dopo giorni e giorni di temporali che hanno rovesciato sulla Toscana quantità eccezionali di pioggia, l'85% in più delle medie degli ultimi 30 anni, è lanciato da Coldiretti Toscana e Cai Consorzio Agrario del Tirreno che stanno monitorando la situazione sul territorio.

Le precipitazioni di Maggio hanno raggiunto livelli straordinari: lo scorso mese sono caduti mediamente 132 millimetri di acqua, secondo il Servizio Idrogeologico Regionale. Come anticipato si tratta dell’85% in più rispetto alla media degli ultimi 30 anni, con punte record nell’area di Grosseto (+132%), Firenze (+119%), Arezzo (+115%) e Siena (+93%). 

La quantità eccezionale ha ricaricato le falde, riportato il livello di riempimento di invasi e bacini in sicurezza ed allontanando lo spettro siccità, ma ha provocato anche allagamenti nei campi seminati e compromesso il prossimo importante raccolto di cereali. 

“Le prime ricognizioni in campo destano preoccupazione. La situazione è molto diversa da zona a zona e dal periodo in cui la semina è stata effettuata", spiegano Coldiretti Toscana e Cai Consorzio Agrario del Tirreno. 

Già ad inizio della prossima settimana nelle zone di costa partirà la trebbiatura dell’orzo e del favino, poi toccherà via via alle aree interne: "A una prima analisi le spighe del grano risultano essere povere, e questo significa meno chicchi e una conseguente produzione inferiore. La ragione è la troppa acqua che ha penalizzato la fase di allegagione della spiga e la sua successiva maturazione, oltre agli squilibri termici improvvisi". 

I cereali, grano in testa, hanno bisogno di caldo e asciutto. E invece ecco l'umido. Tanto, troppo umido: "La resa per ettaro potrebbe essere inferiore del 20%-25% con grande variabilità nelle zone dove è piovuto maggiormente. Parliamo di un ammanco, in termini economici, di oltre 100-150 milioni di euro per le imprese cerealicole”.

Le piogge battenti ed il vento hanno favorito fenomeni molto diffusi di allettamento del grano e creato le condizioni ideali per la diffusione di patogeni fungini come la fusariosi, il mal del piede o la ruggine che solo trattamenti tempestivi, laddove è stato possibile attuarli, hanno limitato i danni e salveranno la quantità e la qualità del raccolto. Incubo su incubo, per gli agricoltori: il crollo del prezzo del grano.


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