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Lavoro mercoledì 15 aprile 2020 ore 18:00

Orti, selvicoltura e contenimento di fauna selvatica, in Toscana si può

Nuove disposizioni della Regione per lo svolgimento di queste attività al tempo del Covid. Spostamenti solo una volta al giorno per due persone



FIRENZE — Cura degli orti, contenimento della fauna selvatica anche in aree urbane e attività selvicolturali: un’ordinanza del presidente della Regione Enrico Rossi dà disposizioni per lo svolgimento di queste attività nel pieno rispetto di quanto previsto dai decreti del governo e di tutte le norme di sicurezza relative al contenimento del contagio da Covid-19.

Orti e agricoltura amatoriale

Oltre agli imprenditori agricoli, anche chi si dedica alle attività agricole in via amatoriale può svolgere le operazioni colturali che la stagione impone e che sono necessarie alla tutela delle produzioni vegetali e può, inoltre, accudire gli animali allevati. Gli spostamenti all’interno del Comune e verso altri Comuni può essere giustificato con la necessità di provvedere al proprio orto purché siano effettuati non più di una volta al giorno e al massimo da due componenti per nucleo familiare.

Animali selvatici in ambito urbano

Per quanto riguarda il controllo e il contenimento della fauna selvatica anche in ambito urbano, gli interventi dovranno avvenire tramite la cattura o con interventi di controllo in forma singola.

Le guardie venatorie volontarie incaricate dalla polizia provinciale di effettuare i controlli possono giustificare lo spostamento all’interno del Comune o verso altri Comuni sulla base di quanto riportato nella scheda di intervento inviata alla Polizia provinciale.

Attività selvicolturali

Il decreto del governo del 10 Aprile ha autorizzato la riapertura delle attività selvicolturali a livello nazionale. Di conseguenza la Regione ha disposto la proroga del periodo di taglio per 15 giorni al fine di consentire il completamento delle attività di taglio e di esbosco, anche a tutela dell’assetto idrogeologico del territorio e per la prevenzione degli incendi boschivi e degli attacchi fitopatogeni correlati al legname accumulato sul terreno dopo l'interruzione dei lavori forestali.

Oltre alle imprese selvicolturali, anche i proprietari e possessori di boschi possono completare i tagli usufruendo della proroga. 

Così come per l’agricoltura amatoriale, anche i proprietari e i possessori di boschi che svolgono le attività selvicolturali libere possono giustificare lo spostamento all’interno del proprio Comune o verso altri Comuni a condizione a effettuarlo siano, non più di una volta al giorno, al massimo due componenti per nucleo familiare.



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