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Attualità giovedì 25 agosto 2016 ore 18:46

"Patto di stabilità, scatto di forza sulla Merkel"

Il governatore chiede al premier Renzi di sollecitare il via libera dello sforamento del patto di stabilità per interventi contro il rischio simisco



FIRENZE — "Occorre uno scatto di forza, di dignità. Se si vuole essere un paese serio bisogna trovare 10 miliardi all'anno fuori dal patto di stabilità". Con queste parole il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, dopo aver fatto il punto sulla macchina della solidarietà per il terremoto del Centro Italia, punta il dito contro il patto di stabilità.

"Siamo in grado di dirlo alla Ue? E' in grado il parlamento tutto di ergersi come un solo uomo per chiedere che si possano mettere in campo 10 miliardi all'anno fuori dai vincoli del patto? Bisogna andare a trovare la signora Merkel, che ha inventato questa formula dei 'compiti a casa' e dirle che sull'assetto del territorio, ambiente e rischio sismico, noi abbiamo bisogno di spendere in Italia questi soldi ed è necessario spenderli. Fuori da ogni vincolo di spesa di bilancio".

"E' una spesa che evita morti e produrrebbe anche 200 mila posti di lavoro. Questa è politica - ha aggiunto -. Renzi ha forza, ha l'energia e io sto con lui. Non bisogna abbandonarsi alla rassegnazione. Il governo qualcosa ha fatto: per la prima volta in finanziaria l'anno scorso ha stabilito il rimborso per il sostituto di imposta fino al 65 per cento. Bisogna dare la sicurezza che anche questo duri 10 anni. Bisogna prevedere anche un bollino di certificazione e pensare anche agli incapienti che non hanno redditi forti".

"Dal quadro che emerge della Toscana noi siamo una regione che ha fatto i compiti - ha osservato ancora Rossi -. La parte sanitaria con tutti gli investimenti fatti è a posto, al netto di situazione appalti in corso nel Mugello. Dopo le perizie ci sarà la costruzione del nuovo ospedale, intanto abbiamo provveduto al consolidamento del solaio del vecchio ospedale di Borgo San Lorenzo".

"Nel nostro paese - ha ricordato - il dibattito sugli investimenti per il rischio sismico comincia a fine Settanta e nel 1986 il governo stabilisce che bisogna fare un piano per gli edifici pubblici strategici, sia per il post terremoto, sia per l'emergenza. La normativa è stata poi aggiornata. Per quel che ci riguarda noi abbiamo censito 1300 edifici e la Regione ha fatto interventi per circa 160 milioni (scuole, edifici pubblici, comuni, palestre). Con questi 160 milioni insieme ai Comuni abbiamo fatto 257 interventi su edifici o agglomerati, al netto degli interventi sugli ospedali. Ma ora avremmo bisogno di 50 milioni all'anno e questo sarà possibile solo se si riuscirà a ottenere di conteggiarli fuori dal patto di stabilità".

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