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Attualità sabato 22 maggio 2021 ore 17:40

Tsunami Covid sui consumi dei toscani

foto di repertorio

La Toscana è tra le regioni italiane ad aver registrato la maggior perdita di consumi nel 2020. Bruciati 123 miliardi e 5mila euro a testa



FIRENZE — Che i consumi fossero crollati durante i mesi di restrizioni anti-Covid era ormai noto ma non che la Toscana fosse la regione in cui il tonfo è stato peggiore in Italia.

Il Covid ha avuto un effetto devastante sui consumi della Toscana: a fine 2020 ogni toscano ha speso ben 5.000 euro in meno rispetto al 2019. Una cifra che porta alla perdita di ben 123 miliardi di euro di consumi.

I dati provengono dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui consumi regionali, presentata a Roma e rielaborata a livello regionale dalla Confcommercio Toscana.

“L’impatto della pandemia sui consumi, che valgono il 60% del PIL, commenta Nico Gronchi, Presidente Confesercenti Toscana, avrà conseguenze su tutto il sistema Paese. L’economia della distanza, inoltre, ha messo le ali all’eCommerce e rischia di incidere negativamente sulle attività di prossimità, che rendono vive (e sostenibili) le nostre città. Anche in Toscana la caduta dei consumi è stata pesantissima e il PIL regionale ha toccato un -12% ben superiore alla perdita del Pil Nazionale"

La voce che vede sparire la quota più rilevante dei consumi è quella per Alberghi e ristoranti: per i quali il calo di spesa si aggira sui -43 miliardi di euro, quasi 120 milioni di euro al giorno in meno. Ma ‘l’economia della distanza’ innescata dalla pandemia pesa su tutte le spese legate alla socialità e al movimento, a partire dai trasporti che registrano il secondo calo per entità (-33 miliardi di euro). Giù anche la spesa in ricreazione e cultura (-16,3 miliardi nel 2020) e moda: tra telelavoro e stop alle cerimonie, gli italiani hanno ridotto nel 2020 i consumi di abbigliamento e calzature di ben -13,2 miliardi. In discesa anche la spesa per la salute (-2,3 miliardi), mentre calano anche gli investimenti in istruzione (quasi un miliardo in meno).

Aumentano, invece, le spese legate alla permanenza a casa. A partire da quelle alimentari: l’indisponibilità di bar e ristoranti, sottoposti a restrizioni per quasi metà dell’anno, ha portato all’aumento dei consumi di prodotti alimentari, nell’ordine di +2,8 miliardi di euro. Lo smartworking fa lievitare inoltre la spesa per comunicazioni - voce che include dispositivi informatici, canoni telefonici e per la rete dati, che segna un aumento di 625 milioni - e le bollette: il conto per le spese sostenute per l’abitazione, l’acqua, l’elettricità e gli altri combustibili cresce nel 2020 di quasi di 1,4 miliardi.

A trainare la caduta generale dei consumi la riduzione di redditi registrata nell’anno della pandemia: quelli da lavoro, che segnano un crollo di oltre -90 miliardi tra lavoro autonomo e dipendente, un buco recuperato solo parzialmente dalla politica economica con il sostegno fornito attraverso le prestazioni sociali (+37,6 miliardi).

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