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Attualità domenica 06 settembre 2020 ore 12:00

Covid, 7 genitori su 10 temono il rientro a scuola

A pesare la preoccupazione sul contagio ma non solo: la crisi ha innescato anche la paura di non poter comprare libri o pagare la mensa scolastica



FIRENZE — A pochi giorni dal rientro in classe, e dopo l'esperienza della pandemia Covid e del lockdown, tra i genitori degli alunni toscani c'è incertezza e preoccupazione per la riapertura della scuola, paure aggravate anche dalla condizione economica delle famiglie più fragili.

Per quanto riguarda la ripresa della didattica, a metà agosto il 32% dei genitori della Toscana era a conoscenza della data di riapertura delle scuole, ma oltre 6 su 10 (67%) non avevano ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalle scuole dei propri figli sulle modalità organizzative e sulle norme comportamentali per il prossimo anno scolastico.

Poco più di 1 genitore su 5 sapeva già se la classe del proprio figlio sarebbe stata divisa in gruppi.

Questi alcuni dei dati dell'indagine di Save the Children realizzata da IPSOS tra il 4 e il 18 agosto contenuta nel rapporto “La scuola che verrà: attese, incertezze e sogni all’avvio del nuovo anno scolastico”.

In generale, guardando al nuovo anno, in Toscana più di 7 genitori su 10 dichiarano di avere preoccupazioni relative al rientro a scuola; la principale è data dall’incertezza circa le modalità di ripresa (50%), seguita dai rischi legati al mancato distanziamento fisico (48%) e quindi dalle possibili variazioni di orario di entrata/uscita da scuola che potrebbero non essere compatibili con gli impegni lavorativi dei genitori (35%).

I nonni, per chi li ha, tornano ad essere il pilastro del welfare familiare, per il 39% dei genitori intervistati nella regione. Anche la rinuncia al lavoro o la riduzione dell’orario lavorativo sembra essere una delle opzioni delle famiglie, in particolare quelle con figli più piccoli: una scelta che in Toscana, in linea con i dati nazionali, ricadrebbe su 1 madre su 10 (12%).

Tra le principali preoccupazioni con cui le famiglie in Toscana si trovano a fare i conti con la ripresa dell’anno scolastico emerge anche l’apprensione legata alle difficoltà di apprendimento, dopo i lunghi mesi di lockdown. Sebbene quasi tutti siano stati ammessi alla classe successiva senza debiti, il 14% dei genitori ritiene che il proprio figlio non sia pronto ad affrontarne il programma a causa della perdita di apprendimento conseguente alle condizioni imposte dal confinamento.

La preoccupazione per le condizioni economiche peggiorate negli ultimi mesi, si riflette anche sul rientro a scuola: quasi 1 genitore su 10 crede di non potersi permettere l’acquisto di tutti i libri scolastici, più della metà (67%) fra coloro che usufruiscono del servizio mensa si dichiarano preoccupati della possibile sospensione del servizio a causa delle norme anti-Covid, mentre il 14% fra coloro che ne hanno usufruito negli anni passati per i propri figli di 4-12 anni, pensa di non poter sostenere le spese il prossimo anno.

L’organizzazione familiare è resa ancora più complessa dagli spostamenti che per molti studenti sono necessari per raggiungere la scuola. Garantire il rispetto delle norme sanitarie su mezzi pubblici e scolastici resta ancora un nodo irrisolto sui territori. Basti pensare che per il 34% degli studenti toscani la scuola dista oltre 5 km da casa e per raggiungerla, nella regione, più di uno studente su 4 (il 31%) utilizza mezzi pubblici o scolastici.

La crisi economica e la paura di “non potersi permettere” la scuola

La crisi economica generata dalla perdita di occupazione e guadagni a causa dell’emergenza Covid, ha ripercussioni significative sulla povertà educativa dei bambini. Un numero significativo arriva ancora dall’indagine IPSOS, da cui emerge che in Toscana, quasi 1 genitore su 10 crede di non potersi permettere l’acquisto di tutti i libri scolastici. Nella regione il 22% ha fatto richiesta di un sussidio per affrontare i costi relativi al prossimo anno scolastico


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