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Attualità giovedì 03 novembre 2022 ore 16:44

La sicurezza dell'Arno in progetti per 600 milioni

lungarno
Un tratto dei lungarni a Firenze

Alla vigilia della grande esondazione del 4 Novembre 1966 si fa il punto sugli interventi per rendere più sicuro il grande fiume



FIRENZE — Il ricordo delle esondazioni dell’Arno il 4 Novembre 1966 pesa ancora sulla storia della Toscana, tanto che domani quell'evento sarà oggetto domani 4 Novembre appunto di un convegno e di una tavola rotonda a Firenze in Palazzo Sacrati Strozzi, sede della giunta regionale. Intanto però si lavora per migliorare la sicurezza del grande fiume, affinché non si abbia a ripetere quella tragedia.

Il presente fatto di eventi climatici eccezionali e violenti, che si verificano con sempre maggior frequenza, intimorisce. Per questo è essenziale lavorare sulla prevenzione a tutti i livelli: controllando l’uso del suolo, lavorando per prevedere gli eventi e avvisare la popolazione, e intervenendo in maniera strutturale, con opere pensate proprio per evitare le esondazioni. 

A fare il punto oggi è stato il presidente della Regione Eugenio Giani, che ha parlato di progetti 'aperti' - dalla fase di progettazione al compimento senza rendiconto completato - per 600 milioni. “I fatti - ha detto il governatore - ci hanno dimostrato l’efficacia di interventi strutturali come la realizzazione della diga di Bilancino, della cassa di espansione di Roffia, dello Scolmatore. Basta ricordare il 2019, quando proprio la cassa di Roffia, appena ultimata, salvò Pisa dall’esondazione dell’Arno”.

I 600 milioni impegnati per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza del fiume Arno derivano da finanziamenti sia regionali che di provenienza statale (Ministeri e Dipartimento di Protezione Civile). Il direttore del settore Difesa del suolo e Protezione civile della Regione Toscana, Giovanni Massini, ha inoltre ricordato che nel prossimo futuro sono previste ulteriori risorse per gli interventi previsti dal Pnrr (60 milioni, già assegnati alla Regione Toscana), oltre a 30 milioni del Por e 32 milioni del Ministero dell’Ambiente. Si stima dunque che nel corso dei prossimo 12 mesi possano essere finanziati ulteriori 120 milioni di interventi.

Attualmente i principali interventi in previsione, in corso d’opera o di recente realizzazione lungo l’asta dell’Arno sono: Diga di Levane, le casse di espansione nell’area di Figline Incisa (‘Pizziconi 1’, inaugurata a maggio 2021, ‘Pizziconi 2’ , in corso di realizzazione, Restone, in fase di gara d’appalto, Prulli e Leccio), l’adeguamento del ponte Pian dell’Isola, le casse di espansione dei Renai (fine lavori prevista entro il 2023), di Fibbiana e di Cerreto Guidi, gli interventi sullo Scolmatore (1° lotto da 15 milioni concluso nel 2017, 2° lotto da 14 milioni di prossima realizzazione), le 12 briglie del Project sull’Arno. Previsto inoltre il Progetto Sieve, con la risagomatura del fiume Sieve alla confluenza con l’Arno e nuove casse di espansione.

Ma non solo l'Arno c'è nei progetti di cura della rete fluviale toscana, perché interventi sono in corso anche sull’Albegna, sul Serchio, sul Carrione: "La Toscana sta lavorando ovunque sulla difesa del rischio idraulico ed idrogeologico e oggi un evento meteo ‘tradizionale’ come quello che provocò l’esondazione del 1966 sarebbe prevedibile e in qualche modo gestibile. Restano invece difficili da prevedere e affrontare eventi nuovi, come le cosiddette bombe d’acqua", osserva Giani.

“Oggi, a causa dei cambiamenti climatici, ci troviamo a fronteggiare fenomeni nuovi – ha aggiunto l’assessora regionale all’ambiente Monia Monni – che possiamo affrontare solo aumentando la capacità di resilienza dei nostri territori, la loro capacità di resistere a fenomeni inusuali e violenti. Per questo è importante sia portare avanti politiche che contrastano l’aumento delle temperature, come stiamo facendo con il Piano regionale per la transizione ecologica, sia continuare a investire in sicurezza ed a lavorare per il controllo del territorio, anche con il prezioso auito dei Consorzi”.


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