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Attualità mercoledì 07 dicembre 2022 ore 13:45

I social tolgono il sonno ai bambini

bambino con smartphone

Fin da piccoli dormono sempre di meno, complici notifiche, video, chat e quant'altro. Gli psicologi toscani mettono in guardia sugli effetti



FIRENZE — I social tolgono il sonno ai bambini: è quanto fanno sapere gli psicologi toscani che hanno rilevato il problema presso un numero crescente di piccoli pazienti anche per quanto riferito dalle loro famiglie. E' tra i bambini dai 10 anni in su che il riposo viene compromesso e ridotto di circa un'ora al giorno

Gli effetti? L'ordine degli psicologi della Toscana è chiaro: sotto il profilo della salute mentale si ripercuotono sulla sfera comportamentale e cognitiva riducendo i livelli di attenzione, la capacità di apprendimento, di memoria, e alterando le relazioni con il prossimo.

Dito puntato contro l'uso di social media - Tik Tok e Instagram in particolare - ma non solo. Sotto accusa c'è "la dipendenza anche serale da smartphone e tablet" in realtà diffusa anche tra gli adulti, alle prese incessantemente con notifiche, giochi, video, foto e chat.

"Già alcuni studi all'estero hanno dimostrato che l'utilizzo serale dei social media finisce per ridurre di circa un'ora, ogni giorno, il riposo dei bambini fin dai 10 anni. Un fenomeno che purtroppo rileviamo anche tra tanti nostri assistiti o che ci viene riportato dalle famiglie. Un tempo per addormentarsi c’erano le favole, ora rimpiazzate dagli smartphone. Gli schermi dei telefonini, sia per la tipologia di contenuti vivaci che per la luce blu emessa, riaccendono continuamente l'attenzione, anche nel momento in cui ci stiamo per addormentare e interrompono il naturale processo verso la prima fase del sonno", spiega la presidente dell'ordine toscano degli psicologi Maria Antonietta Gulino.

"La qualità e la durata del sonno sono fondamentali per il corretto equilibrio psicofisico, per il benessere psicologico e per poter affrontare i numerosi appuntamenti che attendono la nostra quotidianità, anche a scuola. Un'abitudine che non può essere messa in secondo piano. Occorre introdurre fin dalle scuole primarie, oltre che in famiglia, un'educazione al digitale che è ormai parte integrante della quotidianità, anche tra i bambini. Nel momento in cui viene assegnato un dispositivo tecnologico a un ragazzo, e ha autonomia nel suo utilizzo, non si può fare a meno anche di formarlo e indicare regole di comportamento".


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