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Cronaca giovedì 20 giugno 2019 ore 10:19

Strage di Viareggio, il giorno della sentenza

Iniziato il processo d'appello per la strage del 29 giugno di 10 anni fa, dove morirono 32 persone a causa del deragliamento del treno carico di gpl



FIRENZE — Dopo quasi 10 anni dalla strage del treno che spazzò via un'intera strada, via Ponchielli, e dove morirono 32 persone, oggi è il giorno della sentenza d'appello. C'è trepidazione, commozione tra i familiari delle vittime presenti al tribunale di Firenze, che hanno portato anche questa volta le magliette bianche con le foto dei loro cari uccisi in quella notte d'inferno. E' iniziata intorno alle 9 di questa mattina l'udienza del processo d'appello e la sentenza dovrebbe arrivare in giornata. I giudici sono entrati in camera di consiglio. In aula non è presente Mauro Moretti, l'ex ad di Rfi condannato in primo grado a 7 anni.

Nella strage avvenuta a Viareggio nel 2009 morirono 32 persone in seguito al deragliamento e l'incendio di un vagone cisterna con gas gpl di un treno merci.

In questi anni trascorsi dalla strage ad oggi, tra il primo e il secondo grado, sono andati prescritti i reati di incendio colposo e lesioni colpose.

La procura ha chiesto condanne per 17 imputati, accusati, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio e lesioni plurime colpose, incendio. Nove sono amministratori e dirigenti di società tedesche ed austriache che facevano manutenzione dei carri merci in appalto e per loro sono state chieste condanne da 7 anni e 6 mesi a 8 anni e 10 mesi, sostanzialmente in linea con le richieste e le condanne del primo grado. 

Tra gli altri otto imputati, italiani, per cui sono state fatte le richieste di condanna, c'è l'ex ad di Rfi Mauro Moretti per cui sono stati chiesti 15 anni e 6 mesi, pena doppia rispetto alla condanna del primo grado (7 anni) perché tiene conto anche del suo allora ruolo anche di ad di Fs: inqust'ultima veste fu assolto dal tribunale di Lucca. Inoltre la procura generale ha chiesto condanne per Michele Mario Elia, ex ad di Rfi, a 14 anni e 6 mesi (condanna era a 7 anni e 6 mesi),e Vincenzo Soprano (ex ad Trenitalia) a 7 anni e 6 mesi.

Richiesti 12 anni e 6 mesi per Giulio Margarita, attuale dirigente dell'Agenzia Ansf, all'epoca manager della direzione tecnica di Rfi (in primo grado ebbe 6 anni e 6 mesi). Chieste poi condanne a ingenti sanzioni pecuniarie anche per cinque società: Gatx Germania, Gatx Austria, Jugenthal Waggon, Rfi e Trenitalia.


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