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Attualità mercoledì 11 dicembre 2019 ore 18:50

Tpl, gara regolare, in Toscana comincia l'era Ratp

il presidente della Regione Enrico Rossi e l'assessore ai trasporti Vincenzo Ceccarelli

Lo ha deciso il Consiglio di Stato. Rossi: "I contenziosi ci hanno fatto perdere quattro anni ma alla fine abbiamo avuto ragione su tutto"



FIRENZE — Dopo un lunghissimo contenzioso è arrivata la sentenza del Consiglio di Stato sull'assegnazione del servizio di trasporto pubblico locale ad un unico gestore, per undici anni, per un corrispettivo economico di tre miliardi di euro. La Regione Toscana può quindi stipulare il contratto con la società che si è aggiudicata la gara, Autolinee toscane del gruppo francese Ratp.

I giudici amministrativi di secondo grado hanno respinto tutti gli appelli proposti da Mobit Scarl, il consorzio composto dagli attuali gestori che aveva partecipato alla gara, e confermato la legittimità della condotta dell'amministrazione regionale.

"Il Consiglio di stato ha confermato anzitutto che è legittimo il lotto unico regionale, ovvero una gara per il trasporto locale in tutta la Toscana da assegnare in blocco - si legge in una nota della Regione - Era stato contestato da Mobit perché, a loro dire, solo una società strutturata avrebbe potuto partecipare ad un lotto unico, con una restrizione dunque alla concorrenza. E' invece legittimo, spiegano i giudici, perché si tratta di una materia su cui la scelta della Regione è discrezionale e gli atti di gara sono comunque stati a suo tempo visionati dall'Autorità garante per la concorrenza di mercato che aveva segnalato solo alcune modifiche da apportare immediatamente recepite dalla Regione".

La sentenza del Consiglio di Stato chiarisce anche in via definitiva che è legittima in base al regolamento comunitario 1370 del 2007 la partecipazione di Ratp al cui gruppo fa capo Autolinee Toscane.

Quanto alla richiesta della Regione, a tutti e due i concorrenti, di presentare un secondo Pef, il piano economico e finanziario, per superare i vizi iniziali messi in evidenza dal Tar e che i documenti di ambedue contenevano, anche su questo il Consiglio di Stato si è pronunciato positivamente.

Dopo la sentenza del tribunale amministrativo, Mobit aveva chiesto di buttare all'aria l'intera gara. Ma i Pef, spiega il Consiglio di Stato, sono documenti giustificativi, che non alterano l'offerta economica: semplicemente spiegano perché sta in piedi. L'offerta rimane quella iniziale e dunque non c'era bisogno di bandire una nuova gara.

La cronistoria
La prima aggiudicazione provvisoria del servizio di trasporto pubblico locale ad Autolinee Toscane risale al 2016. La lettera di invito ai soggetti che avevano manifestato interesse era stata a novembre 2014: il bando era scaduto a luglio 2015 e due erano state le offerte pervenute, quella di Mobit e quella di Autolinee Toscane.

Mobit ricorre al Tar, che si pronuncia la prima volta nello stesso anno facendo salvi gli atti di gara della Regione ma annullando la precedente aggiudicazione. La Regione richiede ai due concorrenti di ripresentare i due Pef ritenuti viziati. Mobit il 12 gennaio 2017 impugna davanti al Tar anche questa decisione e il Tar lo stesso anno respinge il ricorso.

Il 29 maggio 2017 il Consiglio di Stato, in seguito all'appello proposto dalle parti, rimette alla Corte di Giustizia europea alcune questioni interpretative legate alla partecipazione del gruppo francese Ratp alla gara. La Corte si pronuncia due anni dopo, con la sentenza del 21 marzo 2019. Nel frattempo la Regione aveva proceduto alla seconda aggiudicazione provvisoria ad Autolinee Toscane a marzo 2017 e a quella definitiva nel maggio 2019, dopo appunto l'intervento della Corte europea di giustizia.

Il lungo periodo intercorso nel mezzo è stata appunto la conseguenza del contenzioso giudiziario ingaggiato dai due partecipanti alla gara.

Il contratto ponte e le novità

La gara, iniziata nel 2015, vale complessivamente circa tre miliardi di euro tra le risorse messe dalla Regione Toscana e i 430 milioni aggiunti dagli enti locali. A questi vanno aggiunti i ricavi da biglietti ed abbonamenti venduti. Grazie a 190 milioni sarà rinnovato il 70 per cento degli autobus. Saranno installate anche paline intelligenti, ci sarà la possibilità di pianificare il viaggio tramite app o dal web e sono previsti pure bus attrezzati per il trasporto delle bici. Ad 81,5 milioni ammontano le risorse messe ancora a disposizione dalla Regione per il lavoro e il sostegno all'occupazione, in base all'accordo stipulato con i sindacati del 2013.

Nonostante il blocco giudiziario, la Regione ha scelto comunque di non stare ferma e dal 1 gennaio 2018 è entrato in vigore un contratto di servizio ponte che ha consentito di anticipare alcuni degli effetti positivi della gara, come l'acquisto ed entrata in servizio di quattrocento nuovi bus. Con la firma del nuovo contratto ne arriveranno adesso oltre duemila ancora.



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