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Attualità venerdì 25 giugno 2021 ore 18:05

La variante Delta nel 18,6% dei nuovi casi

Cresce rapidamente il contagio della varante del virus e il ministero ha diffuso una circolare: "Completare il ciclo vaccinale il prima possibile"



FIRENZE — In Italia la variante Delta del Covid-19 a breve con questi ritmi potrebbe diventare prevalente: secondo l'ultimo rapporto dell'Istituto superiore di sanità, la variante ex indiana è in aumento e che passa dal 4,2% di Maggio al 16,8% del mese di Giugno, mentre la più diffusa rimane ancora la variante alfa al 74,92%. 

Tuttavia, sebbene i dati di Giugno non siano ancora consolidati, dalle prime segnalazioni di sequenziamenti, si segnala un aumento, in percentuale, dei casi di variante Kappa e Delta, la cosiddetta "indiana" e un suo sottotipo. Sono le prime segnalazioni delle ultime settimane, monitorate dal Sistema di Sorveglianza Integrata Covid-19 dell'ISS, in attesa della flash survey.

Sale quindi l'allerta anche in Italia della variante: il ministero della Salute ha diffuso nelle scorse ore una circolare in cui raccomanda di "continuare a monitorare con grande attenzione la circolazione delle varianti del virus SARS-CoV-2, di rafforzare le attività di tracciamento dei casi e dei contatti di caso e di applicare tempestivamente e scrupolosamente sia le misure di contenimento della trasmissione previste, che le misure di isolamento e quarantena in caso di VOC Delta sospetta o confermata".

La circolare, dal titolo 'Aggiornamento della classificazione delle nuove varianti SARS-CoV-2, loro diffusione in Italia e rafforzamento del tracciamento, con particolare riferimento alla variante Delta', ricorda che "casi associati a varianti Kappa e Delta sono al momento rari", tuttavia "si segnala un recente aumento nella frequenza di queste segnalazioni sul territorio nazionale, in particolare di focolai dovuti alla variante Delta".

Sulla base delle ultime evidenze disponibili, la Delta "è del 40-60% più trasmissibile rispetto alla Alpha e può essere associata a un rischio più elevato di ospedalizzazione. Vi sono evidenze che quanti hanno ricevuto solo la prima dose di una vaccinazione che prevede la somministrazione di due dosi per il completamento del ciclo vaccinale, sono meno protetti contro l'infezione con la variante Delta rispetto all'infezione da altre varianti, indipendentemente dal tipo di vaccino somministrato. Il completamento del ciclo vaccinale fornisce invece una protezione contro la variante Delta quasi equivalente a quella osservata contro la variante Alpha".

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