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Attualità lunedì 31 ottobre 2016 ore 17:12

La mano dei Casalesi sul ristorante di lusso

Le estorsioni per acquistare il locale di via Guicciardini gestito dal fedelissimo Giordano Arbolino, arrestato. Tra i complici il genero di Cavalli



FIRENZE — Arbolino, trentatre anni, gestiva il ristorante Cabreo di via Guicciardini. Lo faceva insieme a due complici tra cui Joseph Danilo Iacoviello, genero dello stilista Roberto Cavalli. 

I carabinieri di Casal di Principe lo hanno arrestato con l'accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico e intestazione fittizia di beni commessa per agevolare il clan dei Casalesi. Per acquistare il locale sono stati usati i soldi delle estorsioni commesse ai danni dei commercianti di Aversa, in provincia di Caserta. 

Secondo la Dda di Napoli, Arbolino è un fedelissimo di Carmine Schiavone, terzogenito del capoclan dei Casalesi Francesco "Sandokan" Schiavone

I carabinieri guidati da Simone Calabrò hanno anche notificato per conto della Direzione Distrettuale Antimafia gli avvisi di conclusione indagini ad altre tre indagati, cioè al 35enne Iacoviello, ad Alessandro Gigante 32 anni e al suocero di quest'ultimo Antonio Esposito, 48 anni. A loro gli inquirenti hanno contestato l'intestazione fittizia in concorso con Arbolino e l'impiego di danaro, beni e utilità con l'aggravante mafiosa.

Il nome di Arbolino è emerso anche nelle indagini che hanno poi portato, nel gennaio 2013, alla cattura dell'allora trentenne Carmine Schiavone, noto come "Carminotto". Alcuni collaboratori di giustizia, una volta vicinissimi all''ex rampollo del boss, come Di Martino, hanno indicato Arbolino come colui che raccoglieva il pizzo dagli operatori economici di Aversa

Il 33enne avrebbe poi reinvestito anche parte dei proventi acquistando le quote della società Onda srl, proprietaria del ristorante "Il Cabreo" poi ceduto ad altre persone, e intestandole poi quasi interamente a Gigante. A proporgli l''affare, è emerso, era stato l''altro indagato Iacoviello, già proprietario di fatto del ristorante. 

Iacoviello divenne noto alla cronaca nel 2010 quando il locale da lui aperto nel 2010, il Cavalli club, locale vip ubicato in piazza del Carmine a Firenze, fu devastato nel marzo dello stesso anno da un gruppo di immigrati africani armati di spranghe; poche settimane dopo anche l''ex giocatore di Fiorentina e Juventus Adrian Mutu fu coinvolto in una rissa nel locale che poi fu chiuso. Qualche mese fa Iacoviello è stato poi denunciato con la moglie Rachele Cavalli, figlia dello stilista, per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, perché avevano inveito contro gli agenti che li avevano fermati dopo che in auto, probabilmente ubriachi, avevano seminato il panico per le strade del centro di Firenze. 

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